SACE SIMEST (Gruppo CDP) apre a Shanghai

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Inaugurato oggi a Shanghai l’ufficio di SACE SIMEST, prima società di credito all’esportazione europea ad aprire un ufficio nella Cina continentale
Obiettivo: sostenere export e crescita delle imprese italiane in Cina e joint venture italo-cinesi nell’ambito dei progetti della “Belt and Road Initiative” e oltre
SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, apre un ufficio a Shanghai con l’obiettivo di offrire alle imprese italiane un punto di riferimento su cui contare per sviluppare i propri piani di crescita nella Cina continentale e nei mercati limitrofi di Corea, Taiwan, Giappone e Mongolia.

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Lo ha annunciato oggi di fronte a una platea di esponenti della business community cinese e internazionale riuniti a Shanghai per la cerimonia di inaugurazione, organizzata presso la sede dell’antica Camera di Commercio di Shanghai in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia.
Ad accogliere gli ospiti, insieme a Beniamino Quintieri e Alessandro Decio, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di SACE, anche Salvatore Rebecchini, Presidente di SIMEST e Antonella Baldino, Chief Business Officer di CDP.

“L’apertura di un Ufficio di rappresentanza di SACE- SIMEST a Shanghai ha un’importanza cruciale per la promozione della nostra presenza sul mercato cinese e costituisce un’ulteriore dimostrazione dell’ottimo stato delle relazioni tra i nostri due Paesi. In questa fase storica in cui la Cina annuncia nuove e promettenti aperture del mercato e vuole puntare sempre di più sulla qualità della crescita e sull’aumento dei consumi, l’Italia ha infatti molto da offrire, in particolare in termini di tecnologie e soluzioni avanzate nel campo dell’innovazione. Sono certo che la presenza di SACE SIMEST a Shanghai offrirà nuovi strumenti alle imprese italiane per affacciarsi o consolidare la loro presenza su questo mercato e sui mercati terzi” – ha commentato Ettore Francesco Sequi, Ambasciatore italiano presso la Repubblica popolare cinese.

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“Dopo avere intrapreso da tempo un percorso di forte cambiamento, sia al proprio interno sia in ambito internazionale, la Cina sta ora attuando importanti iniziative di apertura anche in ambito finanziario e normativo – ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE -. Questa nuova fase, che fa da apripista a un ruolo più incisivo anche per le società di export credit, porta con sé opportunità concrete e di qualità per le imprese italiane in un’ampia gamma di settori in cui la nostra eccellenza e competitività è riconosciuta. Siamo orgogliosi di essere la prima società di credito all’esportazione europea ad avere un proprio avamposto nella Cina continentale e sostenere così le imprese italiane nel raggiungere un posizionamento all’altezza del proprio potenziale”.
Con un interscambio pari a 42 miliardi di euro e oltre 1.700 aziende italiane attive nel Paese, l’Italia è già il quarto partner commerciale della Cina e ha tutto il potenziale per crescere ulteriormente, complici la complementarità tra il know-how tecnologico e industriale italiano e le esigenze dello sviluppo cinese; l’appeal esercitato dal Made in Italy sulla classe media in crescita e i nuovi progetti transnazionali (come la Belt and Road Initiative, BRI) in cui la Cina svolge un ruolo propulsivo sia a livello regionale che mondiale.

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L’export italiano in Cina, dopo aver raggiunto quota 13,5 miliardi di euro nel 2017 (+22%), proseguirà infatti il suo cammino di crescita, mettendo a segno un +12,3% nel 2018 e un +8,8% medio annuo anche nei successivi tre anni, secondo le stime di SACE.

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In questo contesto, l’ufficio SACE SIMEST di Shanghai farà da punto di riferimento e di intermediazione con i principali stakeholder economico-finanziari cinesi – banche, autorità e agenzie specializzate – per sostenere le imprese italiane, assicurando le transazioni dai rischi politici e di mancato pagamento, rendendo più conveniente l’acquisto di prodotti italiani da parte di buyer internazionali, facilitando la realizzazione di grandi progetti di interesse comune con il coinvolgimento di aziende italiane, sia in Cina che in Paesi terzi, nell’ambito della Belt and Road Initiative e non solo. Il Polo sosterrà inoltre gli investimenti italiani, sia finanziariamente che con apporti di capitale, contando già sulla partecipazione al capitale di 50 filiali cinesi di imprese italiane da parte di SIMEST. Aiuterà infine i piani di crescita delle tante imprese italiane che, con centri di produzione e management italiane, hanno visto l’ingresso di capitali cinesi.


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