Crescita globale, il gap con gli USA si sta chiudendo?

Team EMEA Multi-Asset - BMO Global Asset Management -

A inizio anno la maggior parte degli esperti si era mostrata ottimista sulle prospettive per il 2018, prevedendo il proseguimento della tendenza rialzista registrata nel corso dell’anno precedente.

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I dati registrati nell’ultimo trimestre del 2017 sono stati in effetti i più forti dalla crisi finanziaria globale avvenuta dieci anni fa. I mercati globali, in termini complessivi, hanno continuato la loro marcia in avanti, ma con diversi arresti e battute durante il percorso. La correzione del mercato azionario a febbraio, innescato da prodotti legati alla volatilità con l’aumento dell’indice VIX, i risultati delle elezioni italiane poco graditi ai mercati e il passaggio da una guerra commerciale a parole a una caratterizzata da un botta e risposta di dazi hanno reso la prima parte del 2018 più movimentata, senza tuttavia produrre crisi di mercato più ampie.

Tuttavia, la crescita globale sincronizzata che ha caratterizzato il 2017 non è continuata nel 2018 a seguito di un cambiamento della domanda globale dal settore manifatturiero a quello dei servizi:

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L’economia USA continua a fare progressi dopo un ampio stimolo fiscale che arriva in un momento di bassa disoccupazione. L’ultima relazione sul prodotto interno lordo statunitense conferma l’impatto della riforma, con la crescita del PIL su base annua che per il secondo trimestre è stata pari al 2,8% .

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L’Europa, inclusa la Gran Bretagna, ha risentito di strozzature sul lato dell’offerta nel settore manifatturiero e delle costruzioni, che ha causato un rallentamento della crescita della produzione rispetto ai livelli elevati della fine del 2017.

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Timori crescenti di guerra commerciale e un forte dollaro hanno spinto i Paesi emergenti ad impegnarsi in politiche restrittive pro-cicliche sia monetarie che fiscali, sicuramente non di supporto dato che in questo momento la crescita dei mercati emergenti è relativamente debole.

L’economia USA, per quanto certamente forte, non sorprende più il mercato con la sua forza e i dati estivi mostrano un picco di crescita dopo che le imprese hanno anticipato gli ordini di esportazioni per scongiurare l’eventuale applicazione di dazi. Nel frattempo, i dati provenienti da altri mercati sviluppati non risultano più al di sotto delle attese e dovrebbero essere aiutati dalla notizia di una distensione negli scambi tra Europa e Stati Uniti, dato che Washington si sta concentrando soprattutto sulla Cina. Ciò potrebbe far presagire la fine della differenza di momentum tra gli Stati Uniti e il resto del mondo.

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