BNP Paribas lancia una nuova serie di Certificate Memory Cash Collect e Reverse Memory Cash Collect

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Entrambe le emissioni offrono la possibilità di ricevere premi potenziali con effetto memoria

BNP Paribas arricchisce la propria offerta di Certificate lanciando sul mercato per la prima volta una nuova serie di Memory Cash Collect e di Reverse Memory Cash Collect (“CC”) su azioni. Entrambe le emissioni hanno durata biennale e un premio potenziale trimestrale compreso tra l’1,10% e il 2,75% per i Memory CC e tra l’1,20% e il 2,50% per i Reverse Memory CC.

I Memory Cash Collect consentono di ottenere premi nelle date di valutazione trimestrali anche nel caso in cui l’azione sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari al livello barriera. Inoltre, a partire dal sesto mese di vita del certificate, l’investitore riceverà il capitale investito qualora nelle date di valutazione trimestrali il sottostante quoti a un valore superiore o pari al valore iniziale. Invece, nel caso in cui il sottostante quoti ad un valore inferiore alla barriera, il Certificate continua la sua vita e non paga il premio; ma grazie all’effetto memoria – introdotto per la prima volta da BNP Paribas – se alla data di valutazione successiva il sottostante quota a un valore uguale o superiore alla barriera, il Certificate paga il premio insieme a tutti quelli non pagati in precedenza.

Quando il Certificate giungerà a scadenza, il 24 settembre 2020, si prospettano due possibili scenari: se il sottostante quota sopra il valore iniziale, il Certificate rimborsa il capitale investito più un premio, oltre agli eventuali premi non pagati precedentemente; se invece il sottostante quota sotto il livello barriera, il Certificate paga un importo commisurato alla performance negativa del sottostante, con conseguente perdita sul capitale investito.

I Reverse Memory Cash Collect, invece, consentono di ottenere premi nelle date di valutazione trimestrali nel caso in cui l’azione sottostante abbia perso terreno o abbia guadagnato fino al 30% rispetto al valore iniziale. Se la quotazione del sottostante è inferiore o pari al livello barriera – posto al 130% del valore iniziale – il Certificate paga il premio. Inoltre, a partire dal sesto mese di vita del certificate, l’investitore riceverà il capitale investito qualora nelle date di valutazione trimestrali il sottostante quoti a un valore inferiore o pari al valore iniziale. Al contrario, nel caso in cui il sottostante quoti ad un valore superiore al livello barriera, il Certificate continua la sua vita e non paga nessun premio. Anche in questo caso, però, l’investitore può godere dell’effetto memoria e quindi, se alla data di valutazione successiva il sottostante quota ad un valore uguale o inferiore alla barriera, il Certificate paga un premio cumulativo che comprende anche i premi non pagati precedentemente.

A scadenza, il 23 ottobre 2020, sono due gli scenari possibili: se il sottostante quota sotto il livello barriera, il Certificate rimborsa il capitale investito più un premio e gli eventuali premi non pagati precedentemente; se il sottostante quota sopra il livello barriera, il Certificate paga un importo commisurato alla performance negativa del sottostante, con conseguente perdita sul capitale investito.

Luca Comunian, Head of Distribution Marketing & Communication – Global Markets di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking, ha così commentato la nuova emissione: “L’innovazione di prodotto è fondamentale nel settore dei prodotti di investimento, dove gli investitori richiedono soluzioni originali in grado di accrescere la diversificazione di portafoglio. I Memory Cash Collect e i Reverse Memory Cash Collect sono il risultato della nostra attività di ricerca e sviluppo di prodotti innovativi e vanno a integrare e migliorare la nostra ampia offerta di certificate. Si tratta di strumenti particolarmente adatti per gli investitori alla ricerca di premi periodici e che allo stesso tempo vogliono proteggersi dal rischio di moderati ribassi o rialzi del sottostante”.

Infine il trattamento fiscale dei certificate, considerati redditi diversi di natura finanziaria (con aliquota pari al 26%), a differenza di altre classi di investimento quali fondi ed ETF, permette di utilizzare le eventuali plusvalenze per compensare perdite pregresse.

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