ZES Marche: incentivi, credito e governo del territorio per rilanciare il sistema produttivo regionale

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La Zona Economica Speciale delle Marche si candida a diventare uno degli strumenti chiave per rafforzare la competitività del tessuto produttivo regionale, puntando su un mix di incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e nuove opportunità di sviluppo per imprese già attive e nuovi investimenti. Ma perché la ZES possa davvero trasformarsi in un volano strutturale, avvertono operatori ed esperti, servono condizioni precise: accesso al credito, certezza normativa e una visione integrata di sviluppo territoriale.

Incentivi e semplificazioni: la leva per le imprese

Il perimetro della ZES Marche si inserisce nel quadro delle politiche nazionali di attrazione degli investimenti, offrendo agevolazioni fiscali e procedure autorizzative più rapide per le imprese che operano o decidono di insediarsi nelle aree interessate. L’obiettivo è duplice: sostenere la crescita delle aziende locali e rendere il territorio più attrattivo per nuovi capitali, in un contesto economico segnato da transizioni complesse, sia energetica, sia digitale e logistica.

Secondo ProjectFin, società attiva nella consulenza finanziaria e strategica alle imprese, il potenziale della ZES è significativo ma va accompagnato. Come sottolinea Roberta Crocetti, la Zona Economica Speciale rappresenta «un volano per il nostro territorio», a patto che venga interpretata non come una misura isolata, ma come parte di una strategia di medio-lungo periodo capace di valorizzare le specificità produttive marchigiane.

Il nodo dell’accesso al credito

Uno dei principali punti critici resta l’accesso ai finanziamenti. Gli incentivi fiscali, da soli, non bastano se le imprese, soprattutto PMI, faticano a sostenere gli investimenti iniziali. È su questo fronte che si gioca una parte decisiva dell’efficacia della ZES.

«Dobbiamo lavorare per facilitare l’accesso al credito», osserva Debora Falcetta, direttrice commerciale di ProjectFin. In un contesto di tassi ancora elevati e criteri di selettività bancaria più stringenti, diventa fondamentale accompagnare le imprese nella strutturazione finanziaria dei progetti, integrando strumenti pubblici e privati e riducendo il gap tra incentivo teorico e investimento reale.

Fiscalità e governo del territorio: una visione integrata

Accanto agli aspetti operativi, emerge una riflessione più ampia sul disegno complessivo della misura. Secondo Giuseppe Rivetti, docente di Diritto tributario presso Università di Macerata, la ZES non può reggere nel tempo senza un coordinamento con le politiche di governo del territorio. «La misura deve essere sostenuta con politiche anche di pianificazione territoriale», evidenzia Rivetti, richiamando la necessità di infrastrutture adeguate, servizi efficienti e una chiara destinazione d’uso delle aree coinvolte.

Il rischio, in assenza di una visione integrata, è quello di generare vantaggi fiscali temporanei senza un reale impatto strutturale sullo sviluppo economico e occupazionale.

Un’opportunità da costruire nel tempo

La ZES Marche rappresenta dunque un’opportunità concreta, ma non automatica. Il suo successo dipenderà dalla capacità di coniugare semplificazione amministrativa, strumenti finanziari efficaci e politiche territoriali coerenti. Solo così la Zona Economica Speciale potrà trasformarsi da misura incentivante a leva strutturale di sviluppo, capace di rafforzare il posizionamento delle Marche nei flussi produttivi e logistici nazionali e internazionali.

In un contesto in cui le imprese chiedono certezze più che slogan, l’obiettivo sarà rendere la ZES uno strumento stabile, accessibile e realmente funzionale alle esigenze del sistema produttivo locale.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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