La svolta tecnologica degli emergenti

Xavier Hovasse -

In Carmignac, abbiamo sempre perseguito la logica di investire sui mercati emergenti in virtù del potenziale di crescita a lungo termine che questa asset class presenta. Cerchiamo di investire in aziende che beneficeranno maggiormente delle tendenze di lungo periodo e che operano in settori sottopenetrati, offrendoci una crescita secolare a lungo termine indipendentemente dai movimenti del mercato.

Cerchiamo di individuare quali siano i settori in via di sviluppo, in quale fase dello sviluppo si trovino le società e quali sia il potenziale di crescita futura. Inoltre, all’interno di questi settori selezioniamo le società che stiano adottando una vera e propria strategia, che siano strutturate e che dispongano dei mezzi finanziari per conseguire i propri obiettivi.

Il settore tecnologico rappresenta il miglior esempio che possiamo fornire per illustrare la nostra view sui mercati emergenti. Infatti negli ultimi vent’anni, l’universo emergente è passato dall’essere un proxy delle materie prime e degli investimenti nelle infrastrutture a un universo più innovativo e aperto alla tecnologia. Dieci anni fa, le azioni tecnologiche rappresentavano solo il 14% dell’indice MSCI Emerging Market, mentre energia e materiali il 20%. Ora il settore tecnologico rappresenta il 27%, mentre quello delle commodity (energia e materiali) è inferiore al 15%. È difficile prevedere come l’indice possa cambiare nei prossimi dieci anni, ma la sua attuale composizione è molto più orientata verso i temi in cui intendiamo investire nei mercati emergenti: crescita del ceto medio, miglioramento dei consumi, tecnologie innovative e dirompenti. La tecnologia rappresenta un concetto molto ampio, ma negli ultimi tre anni ci siamo concentrati sul processo di digitalizzazione vissuto. Molti investitori sono quindi focalizzati sull’e-commerce e sui giganti dei social media, quali Tencent, Amazon o Facebook. Esiste tuttavia un’altra grande tendenza che rischia di essere dimenticata: l’evoluzione delle infrastrutture tecnologiche. Nel 2012, l’utilizzo medio mensile di dati pro capite era di 500MB, mentre attualmente si consumano 10GB in media. Entro il 2025 si prevede che questo dato raggiunga i 62GB. Internet e i titoli azionari correlati saranno indubbiamente i principali beneficiari di questa tendenza ma non solo, perché questo comporta anche una forte crescita delle società di hardware, come i produttori di circuiti integrati, i provider di memoria, ecc. Inoltre, nell’ambito emergente esistono molte aziende ben organizzate, che saranno le principali beneficiarie di questa tendenza strutturale nei prossimi dieci o vent’anni ed è in queste società che siamo posizionati.


Xavier Hovasse – Fund Manager Emerging Equities – Carmignac

Le notizie più lette

#1
LMF PREVIDENZA
Pensioni minime 2027: di quanto potrebbero aumentare con la nuova rivalutazione
di Caterina Chiarelli
#2
NEWS
Assegno sociale 2027, cambiano età e importi: quanto potrebbe ricevere chi ha un coniuge pensionato
di Caterina Chiarelli
#3
NEWS
Carta dedicata a te 2026: come funziona il bonus da 500 euro per la spesa
di Caterina Chiarelli
#4
NEWS
Bonus benzina in busta paga, il governo valuta un aiuto fino a 200 euro contro il caro carburante
di Carolina Bergamaschi
#5
MERCATI
Mps-Intesa, si riapre il risiko bancario italiano. Generali apre alla proposta su Banca Generali. Prossime date decisive
di Carolina Bergamaschi
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Fact Checked & Editorial Guidelines
Reviewed by: Subject Matter Experts