Mps-Intesa, si riapre il risiko bancario italiano. Generali apre alla proposta su Banca Generali. Prossime date decisive
Si riaccende in Borsa la sfida tra Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Intesa Sanpaolo per conquistare un ruolo da protagonista nella nuova fase del risiko bancario italiano. A movimentare il confronto sono arrivate nelle ultime ore due novità di rilievo: da un lato, la disponibilità di Generali a valutare l’offerta pubblica di scambio (OPS) di MPS su Banca Generali, di cui la compagnia assicurativa è azionista di controllo; dall’altro, le dichiarazioni del presidente di Unipol, Carlo Cimbri, che in un’intervista al Sole 24 Ore ha delineato con maggiore chiarezza il possibile futuro della banca senese in caso di successo dell’OPAS lanciata da Intesa.

Il mercato ha reagito positivamente. Nelle prime ore di contrattazione della seduta di venerdì 28 agosto, i principali titoli coinvolti nel risiko bancario hanno registrato rialzi diffusi, con incrementi superiori all’1% per Intesa Sanpaolo, MPS, Generali e Unipol. Più contenuti, invece, i movimenti di Banca Generali e Banco BPM.
La partita si presenta così sempre più come un confronto tra due progetti industriali alternativi, entrambi arricchiti nelle ultime ore da nuovi elementi di concretezza.
Generali apre alla valutazione dell’offerta MPS
Il primo segnale è arrivato da Generali. Al termine del consiglio di amministrazione riunito giovedì, il gruppo assicurativo ha comunicato la propria disponibilità a valutare l’OPS promossa da MPS su Banca Generali, società di cui detiene una partecipazione superiore al 50%.
Una presa di posizione che aggiunge un elemento significativo alla complessa partita in corso e che potrebbe rivelarsi determinante per gli equilibri del settore. Generali ha infatti manifestato l’intenzione di approfondire il progetto industriale presentato da MPS, pur sottolineando che l’offerta è stata formulata in modo non sollecitato e senza un accordo preventivo.
MPS-Intesa, a chi toccherà la prossima mossa?
Il calendario dei prossimi mesi è fitto di appuntamenti destinati a incidere sul futuro dell’operazione. Ma, oltre alle scadenze formali, il mercato guarda con attenzione alle mosse e alle dichiarazioni dei principali azionisti coinvolti.
Dopo il consiglio di amministrazione di Generali del 27 agosto, il prossimo appuntamento sarà il 10 settembre, quando saranno gli azionisti di Intesa Sanpaolo a pronunciarsi sull’operazione che coinvolge MPS. Il 29 ottobre, invece, toccherà agli azionisti di Monte dei Paschi decidere sull’autorizzazione delle due OPS e sulla distribuzione straordinaria proposta dal management.
A quel punto entreranno in gioco anche le autorizzazioni regolamentari e, soprattutto, il livello di adesione degli azionisti di Banco BPM e Banca Generali, passaggio cruciale per determinare l’esito delle offerte.
Finora i consigli di amministrazione di Banca Generali e Banco BPM hanno mantenuto un atteggiamento prudente, rimandando ogni valutazione alle rispettive procedure e responsabilità. Con la sua ultima presa di posizione, Generali ha però compiuto un passo ulteriore, dichiarandosi disponibile ad approfondire nel dettaglio il progetto industriale di MPS.
Banco BPM, riflettori puntati su Crédit Agricole
Sul fronte Banco BPM, l’attenzione resta concentrata soprattutto su Crédit Agricole, primo azionista dell’istituto con una partecipazione di poco inferiore al 30%.
Il gruppo francese aveva già espresso la propria contrarietà alla precedente ipotesi di fusione tra pari tra Banco BPM e MPS, ma non ha ancora preso posizione sulla nuova OPS. Un eventuale orientamento di Crédit Agricole potrebbe risultare determinante per gli equilibri dell’operazione, considerato il peso della sua partecipazione.
La posizione del gruppo francese assume inoltre un rilievo strategico più ampio: l’Italia rappresenta infatti il secondo mercato di Crédit Agricole, attraverso la controllata Crédit Agricole Italia.
La partita del risiko bancario entra dunque in una fase sempre più delicata. MPS e Intesa Sanpaolo si preparano alle prossime mosse, mentre il mercato guarda alle decisioni di Generali, Crédit Agricole e degli altri grandi azionisti per capire quale dei due progetti riuscirà a imporsi.
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