Debito EM in valuta locale da sovrappesare, ma attenzione all’andamento del dollaro

Degroof Petercam AM (DPAM) -

Le misure economiche espansive cinesi, i prezzi dell’energia più bassi e i toni più cauti in merito alle trattative sino-americane rappresentano segnali positivi In un clima di generale pessimismo

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Il quadro macro

L’economia mondiale presenta segni di rallentamento, così come testimonia la crescita dei volumi del commercio globale, che è stata soggetta ad una significativa decelerazione. Alcuni segnali contrastano però il pessimismo crescente: le trattative sino-americane, la volontà delle banche centrali di rimanere flessibili, i prezzi più bassi dell’energia e l’implementazione delle misure espansive cinesi.

Se negli Stati Uniti, da marzo in poi, l’ostacolo politico sarà l’ammontare di debito, il rallentamento dell’economia dell’Eurozona continua, causato sia da fattori endogeni (instabilità politica italiana, continuo rinvio della Brexit) che esogeni (diminuzione della domanda cinese).

Anche se la stima fissata dal governo è del 6,5%, la crescita cinese dovrebbe in realtà aggirarsi attorno al 5%. Nel frattempo, le stime al ribasso dei tassi d’interesse statunitensi e dell’Eurozona stanno portando le banche centrali a rimandare le politiche monetarie di tipo restrittivo.

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Classi di attivi su cui puntare

Obbligazioni governative: i beni rifugio come i titoli governativi americani e i Bund non sono ancora stati venduti massivamente. I rendimenti dei Treasury a 10 anni negli Stati Uniti hanno continuato a rimanere intorno al livello del 2,70%, mentre i rendimenti a 10 anni in Germania hanno raggiunto il minimo da 27 mesi, lo 0,08% di inizio di febbraio. I rendimenti hanno ancora del potenziale, anche se eventuali stime di crescita economica minori ed un’inflazione sotto il 2% potrebbe impedire un rialzo successivo. Le obbligazioni periferiche hanno continuato a registrare buone performance, con l’eccezione di quelle italiane, in ritardo a causa di dati economici sfavorevoli. In particolare, per i titoli italiani non ci aspettiamo un significativo restringimento dello spread.

Debito in valuta locale dei mercati emergenti: per questa classe di attivi lo scenario rimane positivo grazie all’atteggiamento più accomodante delle banche centrali (la sospensione temporanea dell’aumento dei tassi da parte della Fed e le politiche espansive della Banca popolare cinese), ma anche grazie a valutazioni attraenti. Ad aiutare è anche la situazione politica sempre più stabile in paesi emergenti come Brasile e Messico. L’eventuale rafforzamento del dollaro, che potrebbe provocare un arresto degli attuali flussi in entrata, rappresenta la minaccia più grande in questa regione.

Classi di attivi da sottopesare

Obbligazioni societarie europee ad alto merito creditizio: gli spread delle obbligazioni ad alto merito creditizio si sono ridimensionati ed il mercato vede positivamente questo tipo di strumento, la cui offerta è stata assorbita bene durante gennaio e febbraio. Continuiamo a sottopesare questa classe di attivi perché le stime non sono particolarmente attraenti, considerando che l’indice di categoria è costituito in larga parte da obbligazioni con rating BBB.

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Obbligazioni europee ad alto rendimento: pur continuando a sottopesare questa classe di attivi, abbiamo ridotto la nostra posizione. L’atteggiamento accomodante della Fed infatti diminuirà la volatilità di mercato, andando così a supportare i segmenti a più alto rischio. Crediamo inoltre di essere meglio premiati con spread che superano i 400 punti base e che, nel breve periodo, non verranno riemessi grossi volumi di obbligazioni in scadenza.

Mercato azionario: nonostante l’azionario sia in ripresa, le stime degli utili sono ancora basse e continueranno ad abbassarsi. In questo contesto, un’ulteriore diminuzione del peso dell’azionario è giustificata. Da un punto di vista geografico, sottopesiamo sia le azioni europee che quelle giapponesi. Per quanto riguarda le prime, vediamo una maggiore probabilità per un’ulteriore revisione al ribasso degli utili mentre i problemi politici continuano ad influenzare negativamente il sentimento generale di mercato. L’alleggerimento sull’azionario giapponese è invece collegato al rallentamento della crescita globale. I numeri sono infatti deludenti ed è in vista, da parte del governo, un ulteriore aumento delle tasse.

Classi di attivi su cui rimanere neutrali

Azionario statunitense: continuiamo a mantenere una posizione neutrale sulle azioni statunitensi. Le stime sono meno di supporto rispetto a quelle di altre regioni, ma il mercato ha un profilo più difensivo. La crescita degli utili tenderà a diminuire, in linea con le altre regioni. Il rischio di una mossa restrittiva da parte della banca centrale sembra però essersi affievolito.

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