Secondo trimestre, guardare al debito corporate IG e a quello emergente

Norman Villamin -

Il mese scorso abbiamo visto ulteriori comunicazioni dal tono espansivo da parte di Fed e BCE. Entrambe si stanno avvicinando al percorso monetario imposto dal mercato e, così facendo, entrambe fanno sì che i mercati abbiano aspettative ancora più basse sul futuro percorso di rialzo dei tassi di interesse.

In questo contesto, i rendimenti risk-free della Germania si sono spostati in territorio negativo. Tuttavia, queste mosse sono state indotte anche da altri fattori, tra cui l’indebolimento dei dati sulla fiducia italiana, le continue preoccupazioni per la Brexit e un ulteriore e sostanziale rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, dove i mercati ora scontano l’ipotesi di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed nel 2019.

A nostro avviso, alcuni indicatori di breve termine suggeriscono che i rendimenti dei Bund a 10 anni potrebbero essere diminuiti troppo e troppo velocemente, con letture simili per il front-end dei Treasury USA, creando in prospettiva un’esposizione asimmetrica dei tassi di interesse per gli investitori in dollari e in euro.

Entrando nel secondo trimestre, le sorprese economiche negative dovrebbero cominciare a svanire con la graduale stabilizzazione della crescita di Stati Uniti e Cina, che dovrebbe poi riprendere verso metà anno, contribuendo a trascinare verso l’alto la crescita della zona euro. Di conseguenza, ci aspettiamo che il trend rialzista del dollaro, visto a partire dal 2018, si inverta e fornisca supporto al debito dei mercati emergenti.

Data l’inversione di una sezione della curva dei rendimenti dei Treasury e i rendimenti risk-free compressi nella zona euro, vediamo opportunità nel debito societario con duration brevi. Fortunatamente per gli investitori, nonostante la forte ripresa da inizio anno, i credit spread sia dei bond investment grade in dollari sia di quelli in euro sono ciclicamente ampi, compensando bene gli investitori per il rischio di credito futuro.

Nel mercato delle obbligazioni ad alto rendimento in dollari, privilegiamo il debito societario ad alto rendimento rispetto ai prestiti. Riteniamo che la domanda di questi ultimi, infatti, potrebbe continuare ad essere messa in discussione se il mercato continuasse a ritenere che la Fed abbia concluso il suo ciclo di oscillazione dei tassi.


Norman Villamin – CIO Private Banking e Head of Asset Allocation – Union Bancaire Privée (UBP)

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