Rilettura del differenziale Denaro/lettera per gli investitori ETF

-

Le ragioni che portano alcuni investitori a fraintendere la rilevanza del differenziale bid/ask (denaro/lettera) nel valutare l’attrattività di un ETF.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

Valutazione dello spread denaro lettera

Si deve ricordare che, in molti casi, gli ETF presentano alcune caratteristiche simili a quelle delle azioni e dei fondi comuni e il differenziale denaro/lettera è una di esse.

A nostro avviso, la trasparenza del differenziale denaro/lettera nel contesto dell’ecosistema ETF contribuisce alla democratizzazione di questo stile d’investimento.

In parole povere, il prezzo denaro è l’importo massimo al quale una persona è disposta ad acquistare, mentre il prezzo di offerta (o “prezzo lettera”) è l’importo minimo al quale è disposta a vendere. La differenza tra tali prezzi è il “differenziale”, o “spread”. Tale differenziale di norma tiene conto del costo di composizione del paniere sottostante di asset, più gli eventuali costi per il market maker.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

A prima vista, un differenziale più ristretto potrebbe sembrare migliore rispetto a un differenziale più ampio. Una differenza ridotta tra ciò che gli acquirenti sono disposti a pagare e ciò che i venditori offrono, implica che il mercato abbia un alto livello di liquidità, con una notevole concorrenza in termini di prezzi e una domanda elevata per l’asset in questione.

Un calcolo più sfumato

Ciò detto, la situazione è alquanto più sfumata. Per spiegarlo, analizziamo due esempi.

Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

Immaginiamo due ETF con titoli sottostanti identici.

  • L’ETF A ha un prezzo denaro (l’importo che l’acquirente è disposto a pagare) di 21,02 euro e un prezzo lettera (l’importo offerto dal venditore) di 21,05 euro.
  • L’ETF B ha un prezzo denaro (l’importo che l’acquirente è disposto a pagare) di 98,73 euro e un prezzo lettera (l’importo offerto dal venditore) di 98,79 euro.

Il differenziale dell’ETF A è pertanto di tre centesimi, mentre quello dell’ETF B è di sei centesimi. Tuttavia, valutare il differenziale in soli termini di centesimi di euro ci offre un solo aspetto della questione.

Se esaminiamo il differenziale in termini percentuali, considerando il prezzo del titolo, otteniamo una visione molto diversa. In questo esempio, i differenziali sono i seguenti:

  • ETF A: 100 x (€ 21,05 – € 21,02)/€ 21,05 = 0,14% ossia circa 14 punti base.
  • ETF B: 100 x (€ 98,79 – € 98,73)/€ 98,79 = 0,06% ossia circa 6 punti base.

Più semplicemente, un differenziale di tre centesimi riferito a un titolo con un prezzo inferiore rappresenta una percentuale più elevata rispetto a un differenziale di sei centesimi riferito a un titolo con un prezzo superiore.

Qual è il valore in gioco?

Tuttavia, il differenziale denaro/lettera non riflette il valore dell’ETF.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

A nostro giudizio, questo è un aspetto importante che merita un’analisi più approfondita. Il prezzo di un ETF, in special modo di un ETF appena lanciato, è dettato dai costi associati alla composizione del paniere sottostante di titoli.

Esaminiamo un altro esempio. Questa volta supponiamo due ETF distinti, con identici titoli sottostanti, tenuti in uguali ponderazioni. Sulla base del prezzo del paniere di titoli, il valore di entrambi gli ETF è di 27,50 euro.

  • Mercato per l’ETF A: € 27,39 prezzo denaro x € 27,53 prezzo lettera
  • Mercato per l’ETF B: € 27,48 prezzo denaro x € 27,55 prezzo lettera

Possiamo notare che il differenziale dell’ETF A (14 centesimi) è quasi doppio rispetto a quello dell’ETF B (sette centesimi). Ma nonostante il differenziale più ampio, gli investitori potrebbero considerare l’ETF A più desiderabile perché le sue azioni sono offerte a livelli più vicini al prezzo del paniere sottostante.

In altre parole, se i due ETF sono identici e hanno lo stesso paniere sottostante di titoli, anche il valore dei titoli è identico; di conseguenza, è logico che un investitore desideri acquistare quello offerto a un prezzo più basso, ossia pagare meno per lo stesso titolo.

Cosa significa tutto questo per i potenziali investitori? Una delle principali funzioni del nostro team ETF Capital Markets è collaborare con i partecipanti al mercato per discutere i costi per comporre il paniere e le implicazioni per il prezzo dell’ETF.

L’obiettivo è far sì che i potenziali investitori abbiano fiducia nel fatto che l’ETF possa essere acquistato a livelli in linea con il prezzo del paniere sottostante.


Jason Xavier – Head of EMEA ETF Capital Markets – Franklin Templeton

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Pensione a 64 anni con 36 di contributi, cosa c’è davvero nella manovra: chi può uscire e quando si saprà
di Caterina Chiarelli • 3 nov
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, la manovra cambia la rivalutazione: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio fascia per fascia
di Caterina Chiarelli • 2 nov
#3
NEWS
Carta dedicata a te 2026, da domani i 500 euro: dove usarla, lo sconto del 15% e cosa fare entro il 16 dicembre
di Caterina Chiarelli • 3 nov
#4
LMF PREVIDENZA
Pensioni, nel 2027 milioni di pensionati perderanno fino a 1300 euro all’anno con la rivalutazione
di Carolina Bergamaschi • 4 nov
#5
NEWS
Ryanair, bagaglio a mano e check-in: dal 10 novembre cambiano le regole. Tutto quello che c’è da sapere
di Carolina Bergamaschi • 3 nov
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch