Perché investire nei mercati emergenti: i casi di Costa d’Avorio ed Egitto

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Prevediamo che il debito emergente in valuta forte offrirà un risultato di circa il 5% nel prossimo anno, con un’esplicita sovraperformance degli emittenti High Yield rispetto a quelli Investment Grade.

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Gli High Yield offrono ancora circa 50-100 punti base rispetto ai livelli storici e sono meglio isolati dagli aumenti dei tassi core rispetto agli Investment Grade. All’interno dei mercati emergenti High Yield abbiamo una preferenza verso i crediti con un momentum positivo di riforme strutturali, fondamentali stabili e tendenze di sostenibilità del debito, i cui premi di rischio dovrebbero comprimersi nel medio termine.

Costa D’Avorio sotto i riflettori

La Costa d’Avorio rimane uno dei crediti più solidi nell’universo dell’Africa subsahariana. Il Paese vanta un solido track record di alti livelli di crescita, una sana politica fiscale e un impegno con l’FMI attraverso svariati programmi. La Costa d’Avorio ha registrato in media un tasso di crescita del 7% nel periodo 2016-19 e, dal 2015, è salita di 32 posizioni nella World Bank Ease of Doing Business. Il rapporto debito pubblico/PIL nel 2021 rimane a un livello moderato, del 50%, e dovrebbe tornare alla sua tendenza al ribasso entro il 2023, quando il governo tornerà a impegnarsi a un criterio fiscale del -3% del PIL e la crescita riprenderà a livelli pre-Covid. Nel luglio 2021 la Costa d’Avorio ha ricevuto un upgrade a BB da Fitch.

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Il caso dell’Egitto

Troviamo inoltre valore nelle obbligazioni egiziane a più lunga scadenza, poiché la curva degli spread 10Y/30Y rimane ripida sia rispetto ai peer High Yield dell’Africa subsahariana come Ghana (82bps) e Nigeria (92bps) sia su base autonoma (130bps ora contro una media sui due anni di 100bps). L’Egitto è entrato nella pandemia di Covid-19 con ampi ammortizzatori politici grazie al programma di riforma dell’FMI iniziato nel 2016. La pandemia ha comportato un’improvvisa interruzione del turismo e deflussi di capitali significativi, superiori ai 15 miliardi di dollari a marzo-aprile 2020, quando gli investitori si sono ritirati dai mercati emergenti. Il Paesi ha ricevuto 8 miliardi di dollari dal FMI dall’inizio della pandemia ed è riuscito ad attrarre investimenti esteri raggiungendo, nel 2021, il livello, mai toccato prima, di 30 miliardi di dollari. Il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto il picco del 92% nell’anno fiscale 2020/21 e dovrebbe tornare a una tendenza al ribasso poiché il Governo si è impegnato a un avanzo primario del 2%. La crescita ha rimbalzato ai livelli pre-Covid raggiungendo il 5,2%, e nei prossimi 2 anni il 5,6%. L’Egitto mantiene grandi riserve valutarie, superiori a 40 miliardi di dollari e rimane un alleato chiave del Consiglio di Cooperazione del Golfo (EAU e Arabia Saudita) con depositi superiori a 15 miliardi di dollari presso la Banca Centrale d’Egitto, e ingenti finanziamenti bilaterali e multilaterali da Francia, Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo (AfDB) e Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

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Il debito emergente in valuta locale

Le valute emergenti sono ancora messe in discussione dall’assenza di guadagni di produttività sui mercati emergenti, dal compresso differenziale di crescita di questi mercati rispetto a quelli sviluppati e dal deterioramento dei quadri istituzionali o dall’elevato clamore politico nei principali Paesi emergenti come Brasile, Russia e Turchia.

Le obbligazioni in valuta locale, su base di copertura valutaria, offrono valore su base autonoma poiché la maggior parte delle banche centrali emergenti ha avviato un inasprimento delle politiche monetarie e le obbligazioni locali hanno più che scontato tassi di riferimento più elevati a medio termine. Le sorprese inflazionistiche e l’aumento della spesa fiscale guidata dalla prossima ondata pandemica pongono rischi per il commercio: preferiremmo pertanto un’esposizione tattica e selettiva al segmento obbligazionario locale con sovrappeso in crediti fiscalmente responsabili come Messico e Indonesia, o in crediti più economici in cui i rischi fiscali e di inflazione hanno un buon prezzo, come in Colombia e Sud Africa.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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