Le opportunità sull’azionario UK

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Per Richard Buxton, head of UK Alpha Strategy di Jupiter AM, “il risparmio forzato durante il lockdown fa sì che i bilanci delle famiglie siano aumentati, come confermato da un significativo eccesso di depositi presso le banche britanniche. Molto dipenderà da quanto i consumatori attingeranno ai loro risparmi per spenderli il prossimo anno, se la crescita occupazionale resterà limitata. A compensare la forza del mercato del lavoro, vi sono il costo maggiore dell’energia e delle utility assieme all’aumento delle tasse sulla National Insurance previsto ad aprile, che peseranno sui redditi, soprattutto per i percettori di salari più bassi. Dato che questi ultimi tendono ad avere pochi o nessun risparmio, l’economia potrebbe aver bisogno che i benestanti attingano ai loro risparmi, seppur ciò difficilmente risolverà la disuguaglianza di reddito, che potrebbe peggiorare l’anno prossimo.

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Se i consumatori dovessero scegliere di non utilizzare i propri risparmi o di non ricorrere alle proprie carte di credito, le attese di un altro anno di forte crescita economica post-pandemia potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche. Sebbene la spesa pubblica sia chiaramente destinata ad aumentare, escludendo le misure di emergenza come la cassa integrazione, le aziende devono fare i conti con maggiori contributi per la National Insurance a favore dei propri dipendenti e con tasse per le imprese significativamente più alte nel 2023: ciò potrebbe spingerle a pensarci due volte prima di fare assunzioni. Non sorprende quindi che la Bank of England abbia avvertito che, nonostante i tassi di interesse saliranno rispetto ai livelli attuali vicini allo zero, non ha nessuna intenzione di aumentarli significativamente. Le prospettive sono semplicemente troppo incerte”.

Dan Nickols, Co-Head of Strategy for UK Small & Mid Caps, aggiunge “dati i persistenti effetti della pandemia e la possibilità di future ondate che andranno a impattare la crescita e la ripresa economica, siamo coscienti di continuare a vivere in un’epoca senza precedenti e che, qualsiasi sia il nostro scenario di base per la crescita economica del Regno Unito, dobbiamo accettare che il range di possibili risultati è molto ampio.

Un governo più efficace sarebbe di grande aiuto – finora, non si vede alcun beneficio economico netto derivante dalla Brexit e le promesse di aumentare gli investimenti nel Regno Unito sono state disattese.

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Le valutazioni aggregate nel segmento small & mid cap britannico sono comparabili a quelle europee, ma vi è una significativa polarizzazione delle valutazioni, che rende difficile sostenere l’idea di una ulteriore rivalutazione al rialzo di titoli growth già costosi, ovvero quelli che accrescono il rapporto utili/vendite più rapidamente della media di mercato. Nel segmento small & mid cap UK, per gran parte del 2021 è stato difficile stabilire quale tema fosse il più importante, dopo un inizio d’anno che ha visto il rally dei i titoli value, ossia quelli che scambiano a un prezzo inferiore rispetto al loro valore intrinseco.

Per questa ragione, pensiamo abbia senso combinare un’esposizione ad aziende in crescita con valutazioni che possiamo motivare razionalmente, con posizioni su aziende più economiche e più apertamente sensibili al ciclo economico, che vedranno gli utili sostenuti dalla ripresa economica e da storie idiosincratiche, e dove riteniamo ci sia un’opportunità di re-rating, vale a dire rivalutazione al rialzo di un titolo azionario”.

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Infine, Richard Watts, Co-Head of Strategy for UK Small & Mid Caps è “positivo riguardo alle opportunità del prossimo anno sui titoli mid cap del Regno Unito, poiché ritiene che il contesto della domanda resterà solido. Il reddito disponibile è molto alto, la crescita dei posti di lavoro è solida, i salari crescono. I consumatori continueranno a spendere i soldi risparmiati durante i lockdown.

La crescita economica è buona nel Regno Unito e anche in altre aree del mondo. Il focus su come i mercati performeranno alla fine arriva sull’inflazione. Si dimostrerà o più duratura di quanto ci si attende, scenario che potrebbe essere negativo per i mercati azionari, o più transitoria, seppur comunque con una lunga fase di transizione.

Nello scenario migliore, l’inflazione potrebbe perdurare ancora sei mesi. Se l’inflazione si dovesse rivelare transitoria, ciò sarebbe molto utile. Ci sarebbe una domanda relativamente solida, un’inflazione sotto controllo e la politica monetaria e i rendimenti obbligazionari non salirebbero quanto ci si aspetta – tutti elementi di deciso supporto per l’azionario.”

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