La guerra e le emissioni nette zero offrono delle opportunità nell’universo delle materie prime

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II trend delle materie prime sono influenzati da fattori fondamentali, geopolitici, strutturali e ciclici. In questo momento questi fattori sono tutti favorevoli.

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La nostra opinione positiva sulle commodity si basa sulla transizione ecologica e sui possibili squilibri duraturi fra domanda e offerta dei metalli di base, essenziali per questa transizione. Le valutazioni delle principali materie prime, pur aggiustate in base alla crescita e alle scorte, rimangono interessanti nonostante il recente rally e sono tra le classi di attività più convenienti. Inoltre, le sanzioni sulla Russia e la limitata attività dei porti ucraini stanno creando una penuria generalizzata di molte materie prime. Il problema più acuto per la zona Euro è l’enorme dipendenza di molti Paesi europei dal gas naturale russo: tale questione è aggravata dalla crescente concorrenza tra gli acquirenti in mercati come la Cina. Le iniziative per ridurre le importazioni dalla Russia dovrebbero favorire la sostituzione del gas con fonti alternative, anche se i problemi tecnici e infrastrutturali impediscono di trovare una soluzione rapida e a buon mercato. Gli attuali livelli di scorte nella zona Euro sono abbastanza elevati da evitare una crisi energetica nei prossimi mesi, ma potrebbe essere più difficile soddisfare i requisiti di fornitura in inverno, rendendo quindi necessario un coordinamento dei vari Paesi europei nella ricerca di fonti alternative. A livello globale, il mercato petrolifero appare più equilibrato del mercato del gas. L’annuncio sulle riserve strategiche di petrolio negli Stati Uniti dovrebbe fornire un certo sollievo. Tuttavia, questa situazione non sarà sostenibile a lungo perché le scorte sono a livelli storicamente bassi.

Implicazioni degli investimenti e strategie di portafoglio: prevediamo un cambio di regime in cui l’inflazione rimarrà elevata per diversi motivi. Visto che l’inflazione è più vulnerabile agli shock esterni e imprevedibili, le attività reali diventeranno probabilmente ancora più importanti nell’asset allocation e le materie prime svolgeranno quindi un ruolo cruciale nella diversificazione del portafoglio.

Visto che l’inflazione è più vulnerabile agli shock esterni e imprevedibili, le attività reali diventeranno probabilmente ancora più importanti nell’asset allocation e le materie prime svolgeranno quindi un ruolo cruciale nella diversificazione del portafoglio.

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Storicamente, durante un regime inflazionistico, le materie prime mondiali hanno offerto un pay-off migliore delle azioni anche se la volatilità aumenta quando c’è un rialzo dei mercati. In un regime inflazionistico le materie prime hanno inoltre sovraperformato rispetto alle azioni durante le correzioni dei mercati, con l’unica eccezione di quelle cicliche.

Gli investitori hanno diversi modi a disposizione per declinare la loro opinione positiva sulle materie prime. Il più semplice è investire nei fondi sulle materie prime o exchange traded fund (ETF). Tuttavia, l’utilizzo di un veicolo specifico per le materie prime può spesso limitare la scelta, con alcuni vantaggi all’inizio di un ciclo delle commodity, quando si è in attesa di maggiori chiarimenti sui suoi driver. Non appena migliora la visibilità, è preferibile focalizzarsi sui dettagli utilizzando gli exchange traded commodities (ETC) su sottoindici. Può succedere che, in un settore specifico o durante alcune fasi di mercato, i fondamentali delle azioni siano favorevoli e la leva operativa sia elevata. In tale contesto, potrebbe essere preferibile declinare il tema delle commodity attraverso gli investimenti azionari. Nell’attuale fase economica, giocare la carta dell’energia è una scelta tattica visti i sottoinvestimenti nel settore petrolifero degli ultimi anni. Guardiamo con favore alla parte più ciclica di questa classe di attività. Nel breve termine, l’oro potrebbe essere un elemento di diversificazione interessante quando si attenueranno le pressioni rialziste sui tassi di interesse; inoltre, il metallo giallo potrebbe essere richiesto dalle banche centrali come riserva di valore.

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