PNRR: l’opportunità per le imprese italiane da cogliere e adattare a ogni cambiamento del paese

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Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi sono state rilasciate molteplici dichiarazioni in merito al PNRR, che è tornato senza ombra di dubbio al centro dell’agenda politica. Il nuovo Governo non mira a giudicare quanto fatto dal predecessore Draghi, ma le critiche mosse al Piano di Ripresa e Resilienza sono molteplici. Se ne riconosce l’opportunità, ma i dati mostrano un’Italia che non spenderà tutti i fondi ottenuti dall’Unione e che dovrà forse accelerare molto i lavori per concludere tutti i progetti previsti entro il 2026. Si parla quindi di revisioni e modifiche al Piano, “che rimane un’opportunità per le imprese e per l’economia italiana”, afferma Giordano Guerrieri, esperto di finanza aziendale, autore del libro “Il Codice del Credito” e CEO di Finera, società specializzata in finanza per piccole e medie imprese.

Secondo il Dott. Giordano Guerrieri, il PNRR non va criticato né giudicato in quanto pianificato rapidamente, ma deve essere valutato considerando diversi aspetti, tra cui una ricontestualizzazione del Piano stesso.

Che cosa intende per “ricontestualizzare” il PNRR?

“È necessario ricordare il contesto in cui è stato impostato il PNRR, che è stato costruito in una situazione di emergenza senza precedenti, che ha messo in ginocchio l’economia mondiale. Il Piano perciò è stato messo in piedi rapidamente come misura straordinaria, in un momento in cui l’Italia aveva bisogno di azioni immediate per reagire alla crisi causata dalla pandemia prima e, successivamente, per affrontare le difficoltà conseguenti al conflitto in Ucraina. Non bisogna neanche dimenticare che si tratta di un insieme di misure redatte in una situazione di emergenza sulla base delle linee guida della Commissione Europea, per spiegare come l’Italia intendesse utilizzare i fondi del NEXT GENERATION EU, al fine di fronteggiare le problematiche economiche causate dalla pandemia”-

Perché lei ritiene che alcune misure adesso andrebbero riviste?

“La necessità di modifiche alle misure, riviste e ottimizzate ai bisogni attuali delle aziende e dell’economia italiana, è confermata anche dalla situazione di ritardo in cui versa il PNRR; secondo la Nadef, la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (il Def) approvata dal Governo a ottobre 2022, il nostro Paese quest’anno spenderà 13,2 miliardi in meno del previsto. Questi ritardi sono dovuti a diversi fattori, tra cui l’impennata dei costi e le difficoltà nel portare a termine le complesse procedure richieste dal PNRR. Senza dubbio la via di applicazione del PNRR è stata e continua a essere una salita ripida e difficoltosa, che rende i ritardi del tutto comprensibili”

Nonostante queste difficoltà, “il PNRR è un treno che passa una volta sola”, aggiunge Guerrieri, ed effettivamente i fondi a disposizione sono stati fin da subito un’opportunità importante, per le aziende e per l’economia a 360 gradi.

Le revisioni dovrebbero però essere fondate su un’analisi dettagliata delle misure del PNRR. andando a individuare quali agevolazioni hanno funzionato e quali invece non hanno portato a risultati concreti. In questo modo si potrebbe individuare meglio quali sono le necessità delle aziende e del Paese, spostando quindi in modo efficace le risorse del PNRR dove sono effettivamente richieste e necessarie.

“Il Piano di Ripresa e Resilienza è stato e rimane un’opportunità per il tessuto imprenditoriale e per l’economia del nostro Paese. Sicuramente sono opportune delle revisioni ad hoc, che tengano però il passo dei cambiamenti che stiamo vivendo e che siano di più semplice applicazione. Il PNRR dovrebbe riadattarsi in maniera duttile alle necessità di un’Italia che si trova in un momento storico in continuo divenire”, conclude Giordano Guerrieri, invitando a riflettere sulla necessità di rielaborare le misure affinché siano più in linea con i bisogni delle imprese e più semplici da mettere in pratica.

Chi è Giordano Guerrieri

Giordano Guerrieri è esperto di finanza aziendale, CEO di Finera (società del Gruppo Allcore Spa) e autore del libro “Il Codice del Credito”. Si occupa da oltre 25 anni di consulenza finanziaria e mediazione creditizia e, questa lunga esperienza, gli ha permesso di diventare formatore in materia di Credito Bancario e Finanziario, oltre che di scrivere libri in materia, tra cui “Il Codice del Credito”.

Nel corso degli anni ha supportato migliaia di imprenditori, aiutandoli a prendere consapevolezza della loro situazione economica e capire come addentrarsi nel mondo del credito, delle banche, dei prodotti finanziari e dei finanziamenti. Al fine di supportare le imprese, ha creato anche  il Credit Book®, un protocollo specifico adottato anche da alcuni istituti che permette alle aziende di capire in anticipo se sono finanziabili e se è quindi il momento giusto per chiedere un prestito alle banche.

https://finera.it/

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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