Utility e sicurezza informatica: ransomware e applicazioni web talloni d’Achille del settore. Il Report di Verizon

Mai come in questo momento, le utility e il settore estrattivo di materie prime sono comparti strategici per le economie nazionali. Con i rincari dovuti al cambiamento climatico e alla delicata situazione internazionale, produzione e approvvigionamento di energia e materie prime sono tenuti sotto stretta sorveglianza da parte dei governi. Questo perché vi è la necessità, da un lato, di garantire servizi di fornitura e consegne, dall’altro, di evitare che i prezzi lievitino ulteriormente andando a pesare su imprese e consumatori finali.

Vista la loro crescente importanza, non sorprende che questi settori stiano diventando sempre più “interessanti” anche per i cybercriminali, che vedono nelle aziende operanti nell’industry un business redditizio considerando che, che potrebbero essere pronte e disposte a pagare ingenti cifre pur di evitare di perdere una commessa o incorrere in multe milionarie dovute all’interruzione dei servizi di fornitura a causa di una violazione informatica.

Il Report di Verizon

Negli ultimi anni, le aziende del comparto si sono impegnate per prevenire eventuali attacchi informatici e per far fronte alle violazioni su vari fronti: migliorando le soluzioni implementate, i piani di risposta e la formazione dei propri dipendenti. Tuttavia, dati alla mano, sembra che il percorso per il raggiungimento di un soddisfacente livello di sicurezza sia ancora lungo. Come dimostra l’ultimo Data Breach Investigations Report di Verizon (DBIR 2023) che mette in luce alcune delle difficoltà della filiera in merito alla cybersecurity, in particolare:

  • Il ransomware continua a essere una delle principali tipologie di attacco per il settore con il 32% delle violazioni perpetrata in questo modo. Percentuale ben al di sopra di quella generale che si attesta intorno al 24%.
  • Oltre l’80% delle violazioni è il risultato di intrusioni di sistema, attacchi ad applicazioni web ed errori di vario genere. Calano invece le violazioni dovute al social engineering.
  • Tra le informazioni compromesse, troviamo i dati personali (50%), e a seguire quelli aziendali (33%).

Si tratta di insight significativi che dimostrano come il settore sia ancora uno dei target preferiti dai cybercriminali, che ne comprendono l’importanza strategica a livello globale. E, come in tanti altri comparti, la sfida per le aziende è quella di aggiornare costantemente i propri piani di sicurezza al fine di prevenire attacchi e violazioni, che di anno in anno diventano sempre più sofisticati e, di conseguenza, pericolosi.

Gli attacchi di ingegneria sociale sono spesso molto efficaci ed estremamente redditizi per i criminali informatici.

Forse è questo il motivo per cui gli attacchi BEC (Business Email Compromise) (che in sostanza sono attacchi simulati) sono quasi raddoppiati nell’intero set di dati sugli incidenti, come si può vedere nella Figura qui a fianco, e ora rappresentano oltre il 50% degli incidenti all’interno del modello di ingegneria sociale .

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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