J. SAFRA SARASIN: torna il sereno sulle small cap dell’area euro

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Le small cap dell’area dell’euro hanno sofferto all’unisono con le loro omologhe statunitensi negli ultimi due anni, sottoperformando le large cap di oltre il 10% da quando i tassi hanno iniziato a salire nel gennaio 2022. Tuttavia, mentre la performance delle small cap statunitensi si è stabilizzata ultimamente, le small cap dell’area euro hanno continuato a sottoperformare per tutto il primo trimestre del 2024, nonostante un’ampia ripresa dei dati. Dopo essere diventati più positivi sulle small cap statunitensi all’inizio del quarto trimestre dello scorso anno, riteniamo che ora ci siano buone ragioni per essere più positivi anche sulle small cap dell’area euro.

Ciò che ci rende più ottimisti è il fatto che gli utili non hanno subito lo stesso tipo di separazione dai dati ciclici che ha caratterizzato la performance relativa. Le revisioni degli EPS rispetto alle large cap sono diventate positive per la prima volta dal 2021, in linea con lo slancio del PMI, che ha contribuito a stabilizzare la redditività negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, lo sconto di valutazione rispetto alle large cap ha continuato a salire, con i rapporti relativi prezzo-utile e prezzo-valore contabile che hanno toccato i rispettivi minimi storici negli ultimi tempi.

Il catalizzatore della sovraperformance sarebbe una moderazione dei rendimenti obbligazionari, che non solo hanno rappresentato un persistente vento contrario per le small cap con elevata leva finanziaria, ma hanno anche favorito le large cap europee. Le banche europee sono state le maggiori beneficiarie della ripresa dei tassi negli ultimi due anni, in quanto il loro reddito netto da interessi e il margine d’interesse netto sono risaliti ai livelli visti l’ultima volta nel 2008.

I bilanci bancari appaiono più sani di quanto non siano mai stati dalla crisi finanziaria globale, e le prospettive di un flusso di reddito stabile e costante nel lungo periodo sostengono la tesi strutturale del settore. Tuttavia, è probabile che la performance a breve termine si sposti verso quelle sacche del mercato che beneficiano dei tassi più bassi dell’area dell’euro, dato che a nostro avviso è probabile un riprezzamento più dovish nei prossimi mesi.

A contribuire al potenziale sostegno dei tassi è il miglioramento del ciclo interno in Europa, a cui le small cap sono particolarmente esposte. La recente ripresa dei dati macro-globali è stata guidata principalmente da Stati Uniti e Cina, ma sta iniziando a trasmettersi ai dati interni europei, come dimostrano le sorprese positive dei PMI dei servizi dell’area dell’euro di aprile e delle vendite al dettaglio di marzo.

In conclusione, riteniamo che le valutazioni delle small cap dell’area dell’euro, gravemente depresse, appaiano interessanti, in quanto i dati ciclici hanno favorito gli utili e stanno iniziando ad avere un impatto più positivo sul ciclo interno in Europa, mentre i venti contrari ai tassi dovrebbero attenuarsi, data la prospettiva di un repricing dovish.

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