Dazi USA: UE pronta alla risposta, il mondo teme una guerra commerciale

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto fede alla sua minaccia e ha aumentato drasticamente i dazi sulle importazioni negli USA.

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Mercoledì sera, Trump ha annunciato alla stampa un aumento dei dazi doganali. Le importazioni dall’UE saranno ora soggette a una tassa d’importazione del 20%. I dazi sulle merci provenienti dalla Cina, già tassate al 20%, saranno aumentati di un ulteriore 34%, portando il dazio totale sulle importazioni dalla Cina al 54%. I dazi per la Corea del Sud saranno del 25%, per il Giappone del 24% e per Taiwan del 32%.

In Europa, le importazioni dal Regno Unito saranno soggette a una tariffa del 10% e quelle dalla Norvegia del 15%. In sostanza, il Presidente Trump ha dichiarato che ci saranno nuovi dazi del 10% sulla maggior parte delle importazioni negli Stati Uniti.

Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

A nostro avviso, queste misure sono dannose e rischiose per due motivi:

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  1. Aumentando unilateralmente i dazi, gli Stati Uniti abbandonano l’ordine commerciale multilaterale e rischiano una guerra commerciale con i loro principali partner commerciali.
  2. Dato il livello dei dazi implementati, Trump sta creando rischi per l’economia globale, che non possono essere valutati in modo affidabile nella prospettiva attuale.

La stessa economia statunitense risentirà della politica commerciale di Trump, che renderà i beni importati negli Stati Uniti più costosi. Nella misura in cui questi non potranno essere sostituiti da prodotti statunitensi, i prezzi al consumo negli Stati Uniti aumenteranno e il reddito disponibile dei cittadini americani diminuirà di conseguenza. I dazi avranno lo stesso effetto sulle famiglie statunitensi di una tassa aggiuntiva sui consumi.

La nuova politica di dazi indebolirà il dollaro statunitense. Ciò comporterà perdite di cambio per gli investitori stranieri in azioni o obbligazioni statunitensi. Indebolendo il dollaro, Trump mette a rischio il finanziamento del deficit di bilancio statunitense da parte degli investitori stranieri.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

La politica tariffaria conflittuale di Trump offusca le prospettive di crescita degli Stati Uniti: in precedenza il FMI aveva stimato che quest’anno l’economia statunitense sarebbe cresciuta del 2,7%, ma riteniamo che sarà difficile mantenere questa previsione.

L’UE ha già annunciato delle contromisure che entreranno in vigore ad aprile. Speriamo che Trump usi questi aumenti dei dazi per forzare i negoziati con i principali partner commerciali degli Stati Uniti e che si possa evitare una guerra commerciale globale.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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