I dazi reciproci di Trump, sfida o opportunità per le aziende italiane? Il commento di Lucio Miranda, presidente di ExportUSA

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Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Trump e la firma dell’ordine esecutivo per l’introduzione di dazi “reciproci” del 20% verso l’Unione Europea, diventa fondamentale saper leggere tra le righe delle normative globali e trasformare le sfide in opportunità. Secondo l’osservatorio di ExportUSA (la società di consulenza che aiuta le imprese italiane a entrare, con successo, nel mercato americano), la First Sale Rule – una disposizione ben nota nel contesto doganale statunitense – si conferma, oggi più che mai, uno strumento strategico per chi esporta verso gli USA. Questa regola consente di calcolare i dazi doganali sul primo prezzo di vendita nella catena commerciale (il più basso), e non sull’ultimo prezzo pagato dal cliente americano. Il risultato? Riduzione del valore imponibile e, di conseguenza, dei dazi: un vantaggio competitivo tutt’altro che marginale.

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Ma c’è di più. “Tutto ciò che rientra nella sfera dei servizi in generale e dei servizi digitali (software e piattaforme) – precisa Lucio Miranda, presidente di ExportUSA – non è soggetto a dazi. Un elemento che rende ancora più strategico per molte imprese italiane puntare sulla valorizzazione del proprio know-how immateriale. E torna in primo piano anche l’ecommerce diretto dall’Italia verso gli USA: gli ordini con valore inferiore a 800 dollari sono esenti da dazi. Un’opportunità che diventa ancora più interessante se si considera che questa agevolazione non si applica più alla Cina, che oggi vede colpito anche l’e-commerce di basso valore (anche solo 5 dollari, ad esempio). Per l’Italia si apre così una finestra di opportunità concreta: possiamo essere più competitivi non solo nei prezzi, ma anche sul fronte della struttura commerciale. Per tutte le altre categorie merceologiche materiali, una mossa strategica oggi potrebbe essere quella di costituire una società negli Stati Uniti, in forma consortile tra più aziende dello stesso settore. Questa società agirebbe da importatore-distributore diretto, evitando il tradizionale ricarico del 30-35% applicato dai distributori terzi. In pratica, diventi l’importatore e il distributore di te stesso. Con tutti i vantaggi in termini di margini, controllo e rapidità di accesso al mercato che questo comporta. È il momento di muoversi con visione, coraggio e competenze internazionali. Non dimentichiamo che la conferenza stampa del Presidente americano ha ufficialmente aperto i negoziati. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per avviare trattative bilaterali con visione e apertura reciproca”. 

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