Pensioni, tagli in arrivo per gli assegni medio alti. Dal 2027 stretta sulle rivalutazioni, che cosa cambia

La notizia in sintesi
- La legge di Bilancio 2027 punta a finanziare uscite anticipate, rinviando a gennaio la definizione delle regole.
- Il fondo previsto avrebbe una dotazione di poco inferiore a un miliardo di euro.
- Una bozza prevede sei fasce di rivalutazione, con adeguamenti ridotti per le pensioni medio-alte.
- Restano da finanziare l’Ape sociale e da affrontare il trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Pensioni 2027, fondo per le uscite anticipate e rivalutazione ridotta
La legge di Bilancio 2027 si orienta verso un compromesso sulle pensioni: finanziare nuove uscite anticipate e contenere la rivalutazione degli assegni medio-alti. In Italia, l’intesa nella maggioranza prevederebbe un fondo da poco meno di un miliardo, con requisiti e beneficiari da definire attraverso un provvedimento a gennaio. La proposta della Lega punta al pensionamento a 64 anni con almeno 36 anni di contributi.
La promessa di Matteo Salvini di «smontare» la legge Fornero incontra però vincoli finanziari. Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica, la spesa previdenziale salirebbe da circa 352 miliardi nel 2026 a 367 miliardi nel 2027. Il fondo consentirebbe interventi selettivi, non un accesso generalizzato.
Rivalutazione delle pensioni, cosa prevede la bozza a sei fasce
Una bozza della norma per il 2027, visionata da MF-Milano Finanza, prevede il ritorno a sei fasce di rivalutazione. L’adeguamento riconoscerebbe il 100% dell’inflazione alle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps e il 90% a quelle oltre quattro e fino a cinque volte. La percentuale scenderebbe al 60% oltre cinque e fino a sei volte il minimo, al 50% oltre sei e fino a otto, al 40% oltre otto e fino a dieci e al 35% oltre dieci.
Il testo include clausole di salvaguardia per evitare che un superamento minimo della soglia provochi il passaggio immediato alla percentuale inferiore, preservando la rivalutazione piena degli assegni più bassi. Il precedente sistema a sei fasce aveva generato risparmi netti di circa 2,1 miliardi nel 2023, saliti a circa 4,1 miliardi nel 2024 per trascinamento, e aveva superato il vaglio della Corte costituzionale per le eccezionali esigenze di tenuta della finanza pubblica. Quelle cifre non quantificano però i risparmi della nuova proposta: percentuali definitive e coperture dipenderanno dal testo approvato, dal quadro economico e dalla relazione tecnica.
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Ape sociale e minime, gli altri capitoli ancora da finanziare
La disponibilità del fondo non esaurirebbe le necessità previdenziali della manovra: serve una copertura per l’Ape sociale, che consente ad alcune categorie in difficoltà l’uscita a 63 anni e cinque mesi, con almeno 30-36 anni di contributi. Rimane inoltre il nodo del trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici, dopo i richiami della Corte costituzionale. Forza Italia chiede pensioni minime più alte e tutele per lavoratrici e giovani con carriere discontinue: queste richieste dovranno confrontarsi con le risorse disponibili.
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