Manovra 2027, tredicesime detassate per i lavoratori dipendenti con redditi bassi. Chi può beneficiare: le simulazioni
La notizia in sintesi
- La detassazione delle tredicesime per i redditi bassi è tra le misure considerate per la manovra.
- Secondo fonti di maggioranza, sono in valutazione aliquote agevolate del 10% o del 15%.
- Il limite di reddito non è definito: dalla soglia dipenderà il numero dei beneficiari.
- L’eventuale aumento del netto dipenderà dalle regole approvate e dalla retribuzione del lavoratore.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Tredicesime, allo studio una tassazione ridotta per i redditi bassi
La detassazione delle tredicesime per i lavoratori dipendenti con redditi bassi potrebbe entrare nella manovra in Italia: secondo fonti di maggioranza, la misura figura tra quelle considerate dopo l’ultimo vertice. L’obiettivo sarebbe aumentare l’importo netto della mensilità aggiuntiva attraverso un prelievo fiscale ridotto, senza modificare la retribuzione lorda. Le aliquote in valutazione sarebbero il 15% o il 10%, mentre non risulta ancora definito il limite di reddito per accedere al beneficio.
Non si tratta quindi di una disposizione già approvata: destinatari e risparmio effettivo dipenderanno dalle condizioni che troveranno eventualmente posto nel testo della manovra, a partire dalla soglia reddituale e dal trattamento fiscale scelto.
Come cambierebbe il prelievo e da cosa dipende il risparmio
Nel regime descritto, la tredicesima è soggetta all’Irpef ordinaria e non beneficia delle normali detrazioni per lavoro dipendente. L’ipotesi di agevolazione prevede invece un’imposta sostitutiva: se applicata all’intera mensilità, con aliquota inferiore a quella ordinaria, lascerebbe al dipendente un netto maggiore. A parità di imponibile e condizioni di accesso, il prelievo al 10% produrrebbe un vantaggio superiore rispetto a quello al 15%.
Le simulazioni richiamate nel testo, attribuite a PMI.it, assumono una tredicesima pari a una mensilità lorda e l’applicazione dell’imposta sostitutiva all’imponibile fiscale, dopo i contributi previdenziali. Il possibile incremento viene indicato nell’ordine di qualche centinaio di euro, ma non costituisce un importo garantito per ciascun lavoratore. Mancano infatti parametri definitivi per trasformare questa indicazione in una previsione individuale.
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Il nodo principale è la soglia di reddito: il testo prospetta limiti di 15.000 e 30.000 euro come scenari differenti, senza indicare una scelta conclusiva. Richiama inoltre la probabile esclusione dei redditi oltre 20.000 euro, ma anche questa resta un’ipotesi. Nessuna di queste cifre può dunque essere presentata come requisito già stabilito per ottenere la tassazione agevolata sulla mensilità aggiuntiva.
Per valutare il beneficio serviranno soglia e regole definitive
Per i dipendenti interessati, il dato decisivo non sarà soltanto l’aliquota annunciata, ma l’incrocio tra retribuzione annua lorda, limite di accesso e modalità di applicazione dell’agevolazione. Una soglia più bassa restringerebbe la platea; una più alta consentirebbe di includere più lavoratori. Soltanto dopo la definizione di questi elementi sarà possibile stimare il vantaggio personale con maggiore attendibilità.
Fino ad allora, l’aumento della tredicesima rimane un beneficio potenziale legato all’eventuale approvazione della misura, non una somma già acquisita.
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