GAM: Le azioni europee continuano a presentare valutazioni interessanti rispetto a quelle statunitensi

Tom O’Hara, Investment Director European Equities di GAM -

Nel corso del mese di giugno i mercati azionari europei hanno registrato un leggero calo, sottoperformando rispetto alle controparti statunitensi e globali, sebbene nella prima metà dell’anno abbiano ottenuto risultati nettamente superiori. Nel mese di giugno, l’indice MSCI Europe ha registrato un calo dell’1,30% (EUR) a causa della crescente cautela degli investitori dovuta alle crescenti tensioni geopolitiche e alle incertezze sulla politica commerciale globale, in particolare in relazione al Medio Oriente e alle ultime modifiche temporanee ai dazi statunitensi, con l’avvicinarsi della scadenza della moratoria di tre mesi sui nuovi dazi dopo il Liberation Day.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Nel frattempo, con la crescita economica che deve affrontare venti contrari nel Regno Unito, la Banca d’Inghilterra dovrebbe, come ampiamente previsto, ridurre i tassi britannici di circa 50 punti base entro la fine del 2025, nonostante l’inflazione si mantenga ben al di sopra dell’obiettivo ufficiale del 2,0%.

Nonostante le sfide a breve termine in tutta Europa, i fondamentali delle imprese sono rimasti stabili, con previsioni di utili costanti e una certa ripresa dell’attività sui mercati dei capitali. L’acquisizione di Electrical Components International (ECI) da parte di Rosebank Industries PLC per 1,14 miliardi di sterline, una delle più grandi operazioni di fusione e acquisizione nel Regno Unito degli ultimi dieci anni, evidenzia la forte fiducia degli investitori e segna la più grande raccolta di capitale primario nel Regno Unito dal 2021.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Ciononostante, gli investitori rimangono vigili sulle discussioni commerciali in corso e, nonostante gli effetti tariffari a breve termine, sulle tendenze di disinflazione globale più ampie che si profilano alla fine dell’anno.

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A livello nazionale, Portogallo, Norvegia e Paesi Bassi hanno registrato le migliori performance rispetto al benchmark, mentre Svizzera, Regno Unito e Belgio sono rimasti indietro.

A livello di settori, quelli dell’energia, dei servizi di pubblica utilità e dell’IT hanno registrato le migliori performance, mentre quelli dei beni di consumo di base, dei beni di consumo discrezionali e della sanità hanno sottoperformato.

Prospettive

Il panorama degli investimenti in Europa sta subendo una trasformazione strutturale, influenzata dai mutamenti delle dinamiche globali e dalla rinnovata enfasi sull’autosufficienza. Nonostante lo scetticismo di lunga data sulla capacità dell’Europa di attuare riforme, riteniamo che l’aumento dell’incertezza geopolitica causato dal conflitto tra Russia e Ucraina, dall’aggressività commerciale degli Stati Uniti e dalla crescita economica debole stia imponendo un cambiamento.

La Germania continua a essere in prima linea in questo riassetto, allontanandosi dal rigoroso conservatorismo fiscale. Gli stimoli annunciati per le infrastrutture e la difesa dovrebbero avere ricadute positive sull’economia e stanno attirando anche capitali privati dall’estero.

Riteniamo che lo stimolo fiscale tedesco potrebbe favorire le società quotate in altri paesi con esposizione verso la Germania. A livello UE si intravedono alcuni segnali di riforme più favorevoli agli investitori, attraverso il sostegno al consolidamento bancario transfrontaliero, i colloqui su un’unione del risparmio e degli investimenti, il consolidamento in settori quali gli appalti nel settore spaziale e della difesa, l’allentamento delle politiche ambientali e l’attenzione alla competitività.

 

Le azioni europee continuano a presentare valutazioni interessanti rispetto alle loro controparti statunitensi, con un divario valutativo superiore al 30% che, a nostro avviso, potrebbe ridursi con il rafforzarsi della fiducia. In questo contesto, restiamo determinati a navigare nel mutevole scenario macroeconomico e normativo con un approccio d’investimento disciplinato e orientato ai fondamentali.

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