Rientro dei cervelli e smart working: sconto fiscale al 50 % anche per chi lavora da remoto

Redazione -

L’Agenzia delle Entrate chiarisce, con l’interpello n. 2/2026, che il regime agevolato per i lavoratori “impatriati” si applica anche ai professionisti che rientrano in Italia e lavorano prevalentemente in smart working per un datore di lavoro estero, purché siano soddisfatti i requisiti di residenza e qualificazione.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Più, 11-12 novembre 2026

La disciplina fiscale per chi decide di tornare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero – il cosiddetto rientro dei cervelli – è da sempre uno strumento chiave per attrarre competenze qualificate. Nel 2024 il legislatore europeo ha ridefinito questo regime con il decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, che ha sostituito la precedente normativa contenuta nel TUIR e nei decreti precedenti, sostanzialmente confermando incentivi per lavoratori dipendenti e autonomi altamente qualificati che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

La misura prevede che, per un periodo di cinque anni a partire dall’anno di trasferimento, solo il 50 % dei redditi da lavoro concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF (fino a un massimo di 600 000 € annui a parte facilitazioni in caso di presenza di figli). Fino a poco tempo fa molti contribuenti pensavano che il beneficio fosse riservato esclusivamente a chi rientrava per lavorare in Italia presso un datore di lavoro con sede nazionale. Il chiarimento più recente dell’Agenzia delle Entrate, espresso con l’Interpello n. 2/2026, apre invece scenari nuovi: anche chi rientra in Italia e continua a lavorare in smart working per un’azienda estera può fruire della tassazione agevolata purché l’attività venga svolta prevalentemente sul territorio italiano.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il perimetro normativo

Al centro dell’analisi normativa sta l’articolo 5 del decreto legislativo n. 209/2023, che ridefinisce il regime dei lavoratori impatriati dopo la riforma di fine 2023. Questo regime integra e supera l’originaria disciplina del “rientro dei cervelli”, collegata per molti anni anche all’articolo 16 del DLgs 147/2015 e ad altri strumenti per studenti, ricercatori e manager rientrati dall’estero.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

Secondo l’Agenzia delle Entrate, nel caso concreto oggetto dell’interpello non rileva la sede legale dell’azienda datrice di lavoro, che può essere situata all’estero; ciò che conta è invece che il lavoratore abbia trasferito la sua residenza fiscale in Italia, risultando presente per più di 183 giorni l’anno e registrato all’Anagrafe della popolazione residente; l’attività lavorativa deve essere svolta prevalentemente dall’Italia, anche se attraverso smart working per una società straniera.

Questa interpretazione è coerente con il principio di residenza fiscale sancito dall’articolo 2 del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi), secondo cui una persona è considerata fiscalmente residente in Italia se vi risiede per la maggior parte del periodo d’imposta e se centra il proprio “centro degli interessi vitali” nel territorio nazionale.

Quali condizioni restano centrali

Il chiarimento dell’Agenzia ribadisce che il lavoro da remoto non esclude automaticamente il beneficio, ma il contribuente deve trasferire effettivamente la residenza fiscale in Italia, mantenendo la presenza fisica prevalente; aver esercitato la residenza all’estero per almeno tre anni prima del rientro; svolgere l’attività prevalentemente in Italia durante il periodo agevolabile; possedere requisiti di elevata qualificazione professionale, come previsto dal regime.

Il regime è applicabile sia ai lavoratori dipendenti sia ai professionisti autonomi che soddisfano i requisiti di specializzazione, ma non si estende ai redditi d’impresa titolo principale, salvo diversa interpretazione in casi specifici.

Impatto concreto e prospettive

La posizione dell’Amministrazione finanziaria apre nuove opportunità per un numero più ampio di expat e professionisti globali che, pur mantenendo contratti con datori di lavoro esteri, scelgono di stabilirsi in Italia. Per molti, soprattutto nelle professioni tecniche, digitali e scientifiche, questa evoluzione normativa può incidere significativamente sulla decisione di ritornare o di trasferire la residenza nel nostro Paese.

Il chiarimento dell’Agenzia non è solo un’interpretazione tecnica: costituisce un passo verso l’adeguamento della disciplina fiscale al mutato mercato del lavoro globale, dove lo smart working internazionale è sempre più diffuso. Riconoscere che il luogo di svolgimento dell’attività anziché la sola sede del datore di lavoro determinata l’applicazione di un regime agevolativo rappresenta una risposta normativa alla realtà contemporanea.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Manovra 2027 domani in Consiglio dei ministri: cosa può cambiare per le pensioni, da Quota 100 a 64 anni alla tredicesima detassata
di Caterina Chiarelli • 26 ott
#2
FINANZA
Bonus casa 2027, senza proroga la detrazione scende dal 50% al 36%: cosa conviene fare entro il 31 dicembre
di Caterina Chiarelli • 23 ott
#3
MERCATI
Asta BOT del 28 ottobre, il Tesoro offre 4,5 miliardi: come prenotarli entro domani e quanto possono rendere
di Caterina Chiarelli • 26 ott
#4
LMF PREVIDENZA
Pensione di novembre 2026, si paga lunedì 2: quando arriva in banca e alle Poste e come vedere quanto si prende
di Caterina Chiarelli • 27 ott
#5
NEWS
Btp Valore e Valore Insieme, raccolti 16,6 miliardi. Rendimento: quanto si incassa e quando. La simulazione
di Carolina Bergamaschi • 26 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
-----------------------------
Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica