Lula rieletto: la stampa americana legge il voto come una battuta d’arresto per Trump
La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, rieletto il 25 ottobre 2026 per un quarto mandato non consecutivo con circa il 51,8% dei voti contro il 48,2% di Flávio Bolsonaro, viene interpretata dai principali quotidiani statunitensi attraverso tre chiavi: difesa della democrazia brasiliana, arresto dell’avanzata della destra latinoamericana e possibili conseguenze economiche negative nel breve periodo.

immagine generata da AI
Il Washington Post washingtonpost.com insiste soprattutto sul significato geopolitico del risultato. La vittoria di Lula avrebbe impedito alla destra regionale di conquistare il suo obiettivo più importante e privato Donald Trump di un potenziale alleato nella maggiore economia dell’America Latina. Il quotidiano presenta quindi il voto come una riaffermazione dell’autonomia del Brasile rispetto agli Stati Uniti, ma sottolinea anche la profonda polarizzazione del Paese e il rischio di contestazioni, dopo la richiesta di Flávio Bolsonaro di annullare il risultato.
Analoga è la lettura del Los Angeles Times latimes.com che descrive l’esito come una frenata alla svolta conservatrice in corso nella regione e come un sollievo per quanti temevano un’ulteriore espansione dell’influenza politica di Trump in America Latina. Il giornale evidenzia inoltre il valore della rimonta di Lula, sconfitto al primo turno, e il contrasto tra la sua politica estera autonoma e l’orientamento filostatunitense attribuito allo sfidante.
Più critica e concentrata sui mercati è la posizione del Wall Street Journal wsj.com Il quotidiano economico definisce la vittoria una sorpresa, arrivata dopo che investitori e mercati previsionali avevano scommesso su Bolsonaro. L’attenzione si sposta sulle promesse di Lula: ampliamento dei programmi sociali, riduzione dei debiti delle famiglie e settimana lavorativa più corta. Il timore è che queste misure possano aumentare la spesa pubblica e ostacolare il riequilibrio dei conti. Secondo il giornale, azioni brasiliane e real rischiano pertanto una forte correzione, dopo essere saliti nell’attesa di deregolamentazione e maggiore disciplina fiscale.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Lo stesso Wall Street Journal osserva però che Lula non disporrà di un mandato politico incontrastato. Il Partito Liberale dei Bolsonaro è diventato la maggiore forza in entrambe le Camere: il presidente dovrà quindi negoziare con un Congresso conservatore e centrista, moderando probabilmente le proposte più controverse.
Nel complesso, la stampa statunitense non racconta il risultato come un pieno ritorno dell’onda progressista. La considera piuttosto una vittoria personale e difensiva di Lula: uno stop alla famiglia Bolsonaro e all’influenza trumpiana, ma non la scomparsa della destra brasiliana. Sul piano politico prevale l’attenzione alla tenuta democratica; su quello finanziario dominano i dubbi sulla spesa pubblica, sulla valuta e sulla capacità del governo di rassicurare gli investitori.
Al momento di impostazine di questo articolo, il New York Times non risultava aver pubblicato un’analisi indicizzata comparabile a quelle del Washington Post, del Wall Street Journal e del Los Angeles Times.
A proposito dei cambiamenti avvenuti oggi, Alessandra Filippi sul suo blog “Cognitaria ribelle” scrive: “Oggi è un giorno che ci fa sembrare la Terra, per una volta in anni di miseria, un posto migliore. In Brasile ha vinto Lula. In Serbia hanno vinto gli studenti. Due vittorie che dimostrano che il potere può essere sconfitto e la rassegnazione non è un destino. La vittoria di Lula ferma il ritorno della dinastia Bolsonaro alla presidenza, pur lasciando un Paese diviso e un Congresso nel quale la destra resta forte”.
Wall Street boccia Lula nell’immediato, ma ora attende segnali sulla disciplina fiscale
La rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva ha provocato una reazione molto negativa tra gli investitori internazionali. Più che un giudizio politico sul presidente, la risposta di Wall Street riflette il rapido smontaggio delle posizioni costruite nelle settimane precedenti sulla prevista vittoria di Flávio Bolsonaro e su una possibile svolta liberale dell’economia brasiliana.
Il 26 ottobre il real ha perso nelle prime contrattazioni oltre l’11% sul dollaro, mentre l’indice Bovespa è arrivato a cedere più del 15%, registrando la flessione giornaliera più marcata dal 1998. Le contrattazioni sono state temporaneamente sospese dal meccanismo del circuit breaker. Anche i titoli di Stato sono stati venduti e il costo per assicurarsi contro un’insolvenza sovrana è aumentato sensibilmente.
Il timore per i conti pubblici
La preoccupazione principale riguarda la politica fiscale. Prima del ballottaggio il governo aveva aumentato del 15% il programma Bolsa Família, azzerato le imposte federali sulla benzina, ampliato alcuni sussidi e approvato la cancellazione di debiti fiscali per i microimprenditori. Per Viktor Szabó, responsabile del debito emergente di Aberdeen Investments, queste decisioni hanno trasmesso al mercato un segnale preciso: nella fase elettorale, «la prudenza fiscale è passata in secondo piano».
Morgan Stanley prevede che il cambio dollaro-real possa mettere alla prova quota 5,50. In uno scenario più negativo, senza impegni credibili sulla riduzione della spesa, potrebbe avvicinarsi a 6 real per dollaro, accompagnato da tassi più elevati e possibili interventi della banca centrale.
Anche Barclays prospetta movimenti disordinati sui mercati locali. Gli investitori guarderanno soprattutto alla scelta del ministro delle Finanze e ai primi provvedimenti del nuovo governo, per capire se le promesse elettorali saranno compensate da tagli di spesa o nuove entrate.
Banche d’affari e gestori chiedono un piano credibile
Graham Stock, strategist di RBC BlueBay Asset Management, ritiene che la nomina del responsabile dell’Economia costituirà il primo vero test. Lula dovrà costruire una coalizione in un Congresso orientato a destra e potrebbe impiegare mesi prima di chiarire la propria linea; secondo Stock, il nuovo mandato richiederà comunque una politica più rigorosa rispetto al precedente.
Alejo Czerwonko, responsabile degli investimenti emergenti di UBS Global Wealth Management, sintetizza la richiesta degli investitori in un impegno «chiaro e credibile» sulla disciplina fiscale. Finché non emergerà un percorso realistico per stabilizzare il debito pubblico, UBS si attende un sentiment debole e la cancellazione del rialzo registrato dopo il primo turno.
Thierry Larose, gestore di Vontobel, ritiene inevitabile una qualche forma di consolidamento dei conti, ma osserva che molti investitori dubitano che sarà sufficiente a riportare il debito su una traiettoria sostenibile. Anche Mauricio Monge di Oxford Economics individua nella capacità di conciliare risanamento fiscale, crescita dei salari e occupazione la sfida centrale del quarto mandato di Lula.
JPMorgan ha portato a underweight il giudizio sui titoli di Stato brasiliani, segnalando il rischio di un’ulteriore correzione. Sul mercato azionario, la banca si aspetta che i titoli più legati alla domanda interna soffrano maggiormente, mentre gli esportatori potrebbero beneficiare almeno in parte dell’indebolimento del real.
Non è ancora un giudizio definitivo
La reazione di Wall Street è severa, ma resta condizionata dalla sorpresa elettorale. I mercati avevano incorporato nei prezzi uno scenario di vittoria di Bolsonaro, riduzione del deficit, deregolamentazione e calo dei tassi. Una parte del crollo rappresenta quindi la liquidazione forzata di quelle scommesse, non necessariamente una previsione definitiva sull’intero mandato.
Per recuperare fiducia, Lula dovrà indicare rapidamente una squadra economica autorevole, chiarire come finanzierà i programmi sociali e presentare obiettivi verificabili su deficit e debito. Incideranno inoltre la collaborazione del Congresso e la gestione delle contestazioni elettorali di Bolsonaro. Se arriveranno segnali credibili, le valutazioni depresse potrebbero offrire opportunità; senza una correzione di rotta fiscale, Wall Street teme invece real debole, interessi elevati e crescita più contenuta.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green