La domanda di laureati con competenze tecnico-scientifiche cresce

Editor -

Più di un’azienda su due segnala difficoltà nel reperire profili con competenze STEM. E mentre la competizione tecnologica accelera, in 10 anni il numero di studenti STEMin Europa è rimasto fermo.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

«La Settimana delle STEM non è soltanto un appuntamento simbolico dedicato alla promozione delle discipline tecnico-scientifiche. È, soprattutto, un promemoria strategico: la capacità di un Paese – e dell’Ue nel suo complesso – di innovare, industrializzare nuove tecnologie e competere sulle catene del valore dipende in modo diretto dalla disponibilità di competenze scientifiche e tecnologiche». Così Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte, è intervenuto sul tema delle competenze STEMsu Voices, la piattaforma che ospita commenti a firma degli esperti Deloitte, in occasione della Settimana della STEM.

«In una fase storica in cui intelligenza artificiale, automazione e transizione digitale ridisegnano mercati e produttività, le STEMdiventano una vera e propria infrastruttura strategica per la competitività. E come tutte le infrastrutture, richiede investimenti continui, governance e una logica di sistema. È con questa prospettiva che l’Osservatorio STEMdi Deloittee Fondazione Deloitte restituisce un messaggio chiaro: l’Ue deve accelerare sulla diffusione di competenze STEM».

Studenti STEM al palo mentre l’economia corre sempre più veloce

Secondo i dati dell’Osservatorio STEM il numero di iscritti a percorsi di formazione terziaria in ambito tecnico-scientifico è in stagnazione. Solo il 26,5% degli studenti universitari europei è iscritto a percorsi STEM. Un valore pressoché invariato rispetto alla rilevazione precedente (26,6%) e sostanzialmente fermo da oltre un decennio. Nel frattempo, però, la domanda di competenze tecniche e scientifiche è aumentata esponenzialmente

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza
Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

«E quando l’offerta formativa non si espande mentre la domanda accelera, l’esito è un disallineamento strutturale. Infatti, più di un’azienda su due segnala difficoltà nel reperire profili con competenze adeguate. Non è un dato congiunturale: è un vincolo di crescita, che si traduce in ritardi nella realizzazione di progetti, costi di ricerca e selezione più elevati, e minore capacità di scalare l’innovazione.

Inoltre, dentro il perimetro STEM, i dati mostrano un secondo problema, mancano studenti proprio nelle aree disciplinari dove sta crescendo la domanda del mercato del lavoro. Secondo il nostro Osservatorio, gli iscritti a percorsi di studio ICT rappresentano appena il 20,6% del totale STEM», commenta Borsani.

Divario di genere: una perdita di talenti che non possiamo più permetterci

Un altro elemento che emerge dall’Osservatorio STEMè il divario di genere, che appare particolarmente marcato proprio nelle aree più critiche. Pur rappresentando il 55,1% degli studenti universitari analizzati nel 2023, le donne iscritte in ambito STEMsono solo il 32,2%, con una crescita di appena 0,3% rispetto al 2022.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il problema, inoltre, non è omogeneo: si concentra dove la competizione per i talenti è già più intensa. Le ragazze sono minoranza in Ingegneria (27,5%) e soprattutto in ICT (20,6%). L’unico ambito in cui si è raggiunta la parità è quello discienze naturali, matematica e statistica, con il 50,6% di iscritte.

«Quando le donne restano ai margini dei settori a più alto valore aggiunto – come ICT e ingegneria – si consolida una segmentazione del mercato del lavoro in cui l’accesso alle professioni meglio retribuite, più dinamiche e con maggiori prospettive di leadership rimane sbilanciato. Il risultato è un ciclo che si autoalimenta: la scarsa presenza femminile nei ruoli tech riduce i role modeldisponibili, indebolisce le aspettative sociali positive e, di conseguenza, porta meno ragazze a sentirsi legittimate a intraprendere questi percorsi», osserva Borsani.

«In parallelo, la mancanza di diversità nei team che progettano tecnologie e servizi digitali incide sulla dimensione civile dell’innovazione: sistemi e prodotti rischiano più facilmente di incorporare bias, di non rispecchiare bisogni differenti e di amplificare le disuguaglianze anziché ridurle.

Ma non si tratta solo di una questione di equità. In una fase di scarsità di competenze, un continente che non riesce ad attivare pienamente il proprio potenziale femminile nelle aree tecnologiche riduce ulteriormente la propria capacità di crescita», commenta l’esperto.

Orientamento e barriere culturali: il “non fa per me” come selezione anticipata

Dall’Osservatorio STEM emerge anche la dimensione sociale delle scelte educative. La famiglia continua a esercitare un ruolo determinante: il 51% degli studenti STEMindica i familiari come fattore decisivo. Questa influenza si intreccia con barriere culturali e percezioni radicate che alimentano auto-esclusione.

Tra i giovani intervistati da Deloitte, sei studenti non STEM su dieci dichiarano di aver considerato un percorso scientifico, ma molti vi hanno rinunciato perché lo hanno ritenuto “troppo difficile” (33%) o perché convinti di “non essere portati” (30%). «È un dato molto significativo:», osserva Borsani, «la selezione non avviene solo attraverso i risultati scolastici, ma attraverso rappresentazioni culturali che “spostano” i giovani lontano dalle STEMprima ancora che possano sperimentarle davvero.

Queste dinamiche pesano ancora di più sulle ragazze». Secondo i dati Deloitte, infatti, oltre sette su dieci tra studentesse e giovani lavoratrici STEM dichiarano di aver assistito a episodi discriminatori e il 48% delle studentesse afferma di averli subiti in prima persona. La conseguenza è doppia: si riduce l’ingresso nei percorsi e aumenta la dispersione lungo i percorsi formativi e professionali.

Imprese a caccia di talenti STEM mentre cresce la pressione competitiva globale

Le lacune dell’offerta formativa si riflettono direttamente sulle imprese e, secondo i dati dell’osservatorio STEM Deloitte,circa un’azienda su tre indica la competizione internazionale come fattore che rende più complesso trattenere personale qualificato: segnale che il mercato dei talenti è ormai globale e che la “retention” deve essere parte integrante della strategia competitiva. Di fronte a questo scenario, 8 aziende su 10 chiedono interventi pubblici mirati a rafforzare l’offerta formativa nazionale e a potenziare gli scambi tra università e mondo del lavoro.

«Senza un ponte stabile tra formazione e fabbisogni, il mismatch tenderà a diventare permanente e l’Europa continuerà a perdere competitività», conclude l’esperto.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Bonus 300 euro agli over 75 con pensione fino a 28mila euro: chi ha diritto e come funziona il buono della manovra 2027
di Caterina Chiarelli • 30 ott
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni, tagli in arrivo per gli assegni medio alti. Dal 2027 stretta sulle rivalutazioni, che cosa cambia
di Carolina Bergamaschi • 28 ott
#3
LMF PREVIDENZA
Tredicesima 2026 dei pensionati, si paga martedì 1° dicembre: quanto arriva e chi prende anche il bonus da 154,94 euro
di Caterina Chiarelli • 28 ott
#4
LMF PREVIDENZA
Pensione di novembre 2026, si paga lunedì 2: quando arriva in banca e alle Poste e come vedere quanto si prende
di Caterina Chiarelli • 27 ott
#5
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, l’inflazione di ottobre sale al 5,4%: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio
di Caterina Chiarelli • 31 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Caterina Chiarelli Avatar

Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa