Guerra, Energia e Velleità d’Europa. Impatto rilevante nel mercato petrolifero

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dii Alberto Costantiello*, Fabio Anobile*, Angelo Leogrande**

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*Lum University Giuseppe Degennaro, Casamassima

**Lum Enteprise s.r.l., Casamassima

La guerra tra USA, Israele e Iran sta avendo un impatto rilevante nel mercato petrolifero. La chiusura dello stretto di Hormuz costituisce un significativo impedimento al commercio internazionale di petrolio. Il prezzo del petrolio è cresciuto. Il 28 febbraio 2026, primo giorno dell’attacco, il prezzo del petrolio era pari a 72 dollari. Il 7 marzo tale prezzo è giunto fino a 90,7 dollari ovvero una crescita di 18,7 dollari pari al 26%.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026
DataPrezzoVariazione assolutaVariazione Percentuale
28-feb72  
01-mar73,51,52,1
02-mar75,522,7
03-mar74-1,5-2,0
04-mar76,52,53,4
05-mar781,52,0
06-mar8245,1
07-mar90,78,710,6
28/02/2026-07/03/2026 18,726,0

Fonte: https://it.tradingeconomics.com/

Se guardiamo alle variazioni mensili possiamo notare una crescita del prezzo del gas naturale del 6,14%, propano +13,64%, metanolo +15,23%, etanolo +15,76%, carbone +17,00%, nafta +27,01%, olio degli urali 27,67%, olio degli urali +27,67%, brent +49,45%, benzina +49,97%, gas TTF +57,63%, German gas +60,85%, greggio +61,79%, olio da riscaldamento +65,51%, gas del Regno Unito è 71,16%. Tutti gli indicatori relativi al mercato dell’energia sono cresciuti. E’ assai probabile che questa crescita continui. Tuttavia occorre scomporre tale crescita in due parti: una parte reale dovuta al conflitto ed una di speculazione. La speculazione per esempio porta a rinominare con i prezzi di oggi, dotazioni e stock di petrolio e gas acquisiti in precedenza. Su tale crescita dovuta alla speculazione dovrebbero intervenire le istituzioni preposte sia nella difesa del consumatore che nella tutela della competitività del mercato, per evitare gli ovvi e diffusi fenomeni di collusione e cartello presenti nel settore dell’energia.

Fonte: https://it.tradingeconomics.com/

L’aumento del prezzo dell’energia ha avuto un impatto sulla crescita del prezzo dell’elettricità in Europa. Nell’ultima settimana il prezzo dell’elettricità nel Regno Unito è cresciuto del 41,32%, in Germania del 16,38%, in Francia del 10,18%, in Italia del 30,38%, ed in Spagna del 214,63%. Il prezzo dell’energia in Francia è cresciuto assai meno degli altri paesi probabilmente a causa delle centrali nucleari.

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Tuttavia, si è verificato anche un importante fenomeno di espansione dell’instabilità generata nel settore dell’energia ai mercati finanziari internazionali. Se guardiamo  ad esempio alcuni indicatori possiamo notare dei valori molto negativi nell’ultimo mese con USD 500 che fa segnare un -3,60%, il giapponese JP225 con -4,40%, l’inglese GB100 con -0,80%, l’indice tedesco DE40 con -5,10%, il francese FR40 con -3,40% e IT40 con -5,00%.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it
IndicatoreDataUSD 500JP225GB100DE40FR40IT40
Valore inizialefeb-26~6880~56500~10350~24900~8300~46500
Valore massimo periodo26–27 Feb 2026~6970~59800~10950~25350~8600~47500
Valore minimo periodo7–9 Mar 2026~6633~54000~10260~23600~7950~44100
Valore finale7–9 Mar 2026~6633~54014~10269~23617~8015~44152
Variazione periodo (%)Feb – Mar 2026-3,60%-4,40%-0,80%-5,10%-3,40%-5,00%

Il quadro economico

Il quadro economico pertanto mostra un occidente che sta pagando a caro prezzo l’attacco israelo-americano all’Iran. La situazione degli americani però potrebbe essere assai migliore di quella degli europei. Gli USA, a seguito dell’operazione svolta in Venezuela, potrebbero essere dotati di extra-riserve petrolifere aggiuntive alle proprie offrendo al sistema industriale e militare persistenti garanzie di resistenza anche in caso di una guerra prolungata all’Iran. Per gli europei invece la questione è abbastanza grave. Senza il petrolio ed il gas dei russi, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, e senza le risorse petrolifere provenienti dal Medioriente, per la guerra in Iran, è assai probabile che i prezzi cresceranno velocemente con la manifestazione di significativi fenomeni inflattivi che dall’energia si espanderanno ai trasporti ed agli alimentari.

Il ruolo dell’Europa nella dinamica dei crescenti conflitti regionali

Il ruolo dell’Europa nella dinamica dei crescenti conflitti regionali. La guerra israelo-americana all’Iran mette in evidenza le debolezze dell’Europa. L’Europa appare assai lontana, distante e distratta. Senza una guida comune. Senza un’idea condivisa da proporre a livello internazionale. La sudditanza agli USA di Merz e Meloni è evidente. La Francia di Macron cerca di dare forma ad un progetto più ampio. Tuttavia, le questioni della sicurezza e degli interessi nazionali francesi sicuramente pesano sull’Eliseo nel farsi carico di un impegno politico internazionale europeo. I politici europei fanno spesso generici appelli alla pace senza mostrare una via per realizzare un ordinamento internazionale che possa essere solido e durevole. Le questioni dell’esercito europeo, del sistema di sicurezza europeo, vengono affrontate con velleità fascio-militaristiche dalla destra dei patrioti e con altrettante vanesie utopistiche proposte di kantiana pace perpetua dalla sinistra multicolore. È evidente che la classe dirigente europea non è all’altezza del compito e del periodo storico. La Cina, gli USA, la Russia ed anche il popolo iraniano, sono chiamati a dare un senso di destino alla propria condizione storica. Gli europei invece sono ancora chiusi nella ricerca di metodologie decisionali inclusive e non escludenti che possano essere universali senza offendere minoranze e che siano decisive senza ledere gli interessi di nessuno. Una impossibilità storica, prima ancora che logico-matematica, che mostra la mancanza politici in grado di farsi carico del progetto europeo e di proporre anche istituzioni nuove in grado di segnare l’impegno dell’Europa nel mondo e nella civilizzazione.

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