“La ragione è bastarda” il libro di Andrea Zoppolato
di Annachiara De Rubeis —
Sì è tenuta stasera, 28 ottobre 2026, la presentazione del libro “La ragione è bastarda” di Andrea Zoppolato, presso la sala Aldo Bassetti, della Pinacoteca di Brera. Sono intervenuti Candida Morvillo, giornalista e scrittrice, in qualità di moderatrice; Giacomo Maria Prati, studioso di simbolismi, miti, ermeneutica, esoterismo e testi mistici.
Andrea è il giornalista, imprenditore, scrittore e non solo, che ha scritto il suo primo libro. Giacomo è uno studioso straordinario di ermeneutica, esoterismo, testi mistici. Andrea Zoppolato ha dato vita al suo primo romanzo, ma definirlo così è fuorviante, per la facilità di lettura di una trama complessa e di una storia ambientata negli anni ‘70. Anni di piombo, profondità che muovono l’animo umano, creando l’azione e la storia.

Come si concilia con l’esoterismo?
Siamo a Roma nella seconda metà degli anni 70, il leader in cui Cayenna crede si chiama Odino. Incontriamo Cayenna quando è anziano, a Villa Ada a Roma, ad un certo punto vede Odino, il leader che ha amato, ma è morto 40 anni prima. Andrea tratta il tema in modo realistico, senza stereotipo, è come un film sull’uomo e sulle sue profondità.
Le menti giovanili hanno praticato l’esoterismo nella seconda metà degli anni ‘70. “Con questa scena, che tipo di romanzo è?”. “Persona sui 60 anni che per un motivo ripercorre i suoi luoghi cari dell’infanzia, e ad un certo punto trova questo Odino che era morto 40 anni prima con la strage di Bologna. Questo è un romanzo storico, in cui i personaggi sono autentici. Gli anni Settanta sono quelli con un solo partito. La scena madre della mia vita sociale è stata quella in cui la società è entrata nella mia vita. Quella sensazione della società che entra. Gli anni Settanta a vista dall’estrema destra, mentre la sinistra ha avuto dei personaggi importanti, la destra ha avuto un buco nero. La storia psicologica”. L’ha fatta vivere.
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Interviene Candida Morvillo: “Stasera lettura esoterica di questo libro quindi i sogni, i miti, però prima di entrare in questa lettura ti chiedo di illustrarci in estrema sintesi la trama e i personaggi.” A cui segue Andrea Zoppolato: “ Cayenna inizia a domandarsi se magari quello che ha vissuto non fosse reale. Non tutto di quello che aveva vissuto è avvenuto come sembrava. Guidato da un fine superiore, che era il suo professore di religione, traccia una linea rossa che è ogni volta il bene più grande”. Spesso c’è una voce che indica qual è il bene più grande: il sogno. “Che ruolo ha in questo libro?” Chiede Morvillo. “Io sono sempre stato affascinato dai sogni” risponde Andrea Zoppolato. “Sono andato a studiare in Russia una scuola di pensiero di un italiano. Mi ha affascinato studiarlo con criterio, scrivendo ho cercato di rendere una storia autentica non solo dal punto di vista narrativo, ma ontologico, dell’interpretazione di un sogno, di un film, di una storia. Anche quello nel libro, presenze angeliche e diaboliche”.
Il sogno di Cayenna: non funziona se lo si considera un sogno svelato alla fine. Però c’è tutto un flashback. Un giorno è stato invitato ad un pranzo di classe. Quando vediamo un immagine vediamo cosa ti fa bene cosa ti fa male, come se fosse applicato ad un film, funziona. Viene chiesto a Giacomo Maria Prati: “Il mito tolkeniano, perché piace tanto agli uomini di destra?” Spiega che è per la potenza creativa dell’uomo. Tutto è stato interpretato negli anni ‘70, ma riprendendo un discorso negli anni ‘20. “L’immaginazione che forza è in questo romanzo?”. Prosegue Zoppolato: “Ex giovani di quegli anni, da loro si viveva con radicalità tutto, la musica, lo sport, tutto. In quegli anni c’è il famoso concerto di Gianni Morandi. Aspetti di quell’epoca che oggi ci servirebbero: oggi viviamo in un modo molto più superficiale, la musica, il cinema, la politica e vederla lontana, era un mondo in cui l’immaginazione era fortissima, ma oggi stiamo esagerando con la super concretezza, l’aspetto dell’anima estendiamolo”.
Dentro di noi c’è il divino
“Meccanismo di realtà e fantasia. Visione cavalleresca della violenza. Si può essere contro la guerra per pacifismo o per eroismo. Viene ripreso dalla destra l’eroismo, ma c’è sempre stato. Sono archetipi, come l’uomo e la dea. Però come si vivono? C’è una bella differenza”. “Ognuno di loro insegue il bene o il male. Il male è rappresentato da Odino, che è quello più simpatico, che dice le cose che fanno più ridere. La ragione è bastarda, perché è figlia di tanti genitori. Spesso chi fa il male non sa di farlo. E chi fa il bene non lo vediamo, perché la ragione è bastarda. Tutti quelli che sono finiti in galera hanno detto: ‘Noi volevamo combattere per un mondo più puro’ ecc. tutti nobili intenti, che sono finiti in azioni disastrose”. Oggi il consiglio che l’autore si sente di dare è: “Vivere la vita con più profondità”.
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