Referendum, vincono i no. Giustizia: come poteva cambiare e come resta

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Con il 54% dei voti vincono i No al Referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dal Viminale attraverso la piattaforma Eligendo si attesta al 58,93% l’affluenza complessiva al referendum sulla giustizia a livello nazionale. A trainare la partecipazione è l’Emilia-Romagna, che registra il dato più alto con il 66,67%, seguita da Toscana (66,27%) e Umbria (65,06%). Affluenze elevate anche in Marche (63,77%), Lombardia (63,75%) e Veneto (63,47%). Sul versante opposto, la partecipazione più bassa si registra in Sicilia, dove si è recato alle urne il 46,13% degli aventi diritto. Seguono Calabria (48,38%) e Campania (50,38%), tutte al di sotto della media nazionale. Valori inferiori alla soglia del 55% anche per Basilicata (53,26%), Molise (54,03%), Trentino-Alto Adige (52,45%), Puglia (52,04%) e Sardegna (52,84%). Tra le altre regioni, si collocano sopra la media nazionale Friuli-Venezia Giulia (61,64%), Lazio (61,68%), Liguria (62,24%), Piemonte (62,61%) e Abruzzo (60,50%), mentre la Valle d’Aosta si attesta al 58,59%, in linea con il dato complessivo. La partecipazione al referendum è maggiore nelle regioni del Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno.

La premier Meloni: occasione persa. Schlein (PD): abbiamo vinto

“Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia” afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.

“Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto” commenta il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.

“Una grandissima mobilitazione popolare, abbiamo vinto – ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in conferenza stampa –. Una vittoria che è ancora più bella, perché ricorderete che partivamo da una sconfitta annunciata. Invece abbiamo ribaltato quell’esito”. In questo voto, ha sottolineato, “i giovani hanno fatto la differenza”.

La giustizia oggi: come rimane

La magistratura resta un “ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, come sancito dall’articolo 104 vigente, senza separazione rigida tra carriere giudicante e requirente. Non entrano in vigore le norme transitorie per leggi attuative entro un anno, bloccando ogni transizione verso nuovi organi.

CSM Unico e Poteri Disciplinari

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) continua come unico organo di autogoverno, con elezioni dirette dai magistrati e senza sorteggio di membri laici da elenchi parlamentari. La sezione disciplinare attuale gestisce i procedimenti, evitando la creazione di un’Alta Corte con 15 membri misti (togati, laici e sorteggiati). Assunzioni, trasferimenti e valutazioni restano prerogative esclusive del CSM, senza frammentazione.

Carriere e inamovibilità preservate

I magistrati entrano con un unico concorso e possono transitare tra funzioni giudicanti e requirenti, nei limiti della riforma Cartabia del 2022. L’inamovibilità rimane garantita dal CSM unico, senza consigli distinti per funzione. L’accesso alla Cassazione privilegia i giudicanti, escludendo ampliamenti per i requirenti con 15 anni di servizio.

Sistema disciplinare e processuale intatto

Le procedure disciplinari seguono le norme vigenti, con ricorsi in Cassazione ex articolo 111, senza vincoli a corti interne. I CSM mantengono piene competenze, inclusi trasferimenti e valutazioni, evitando riduzioni a ruoli residuali. Non si attivano due CSM presieduti dal Presidente della Repubblica con togati sorteggiati, garantendo continuità operativa.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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