Assegno ordinario di invalidità: come avviene il passaggio alla pensione di vecchiaia e quali benefici spettano alle lavoratrici madri

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Il passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nel percorso previdenziale di molti lavoratori. Sebbene la trasformazione avvenga automaticamente in presenza dei requisiti previsti dalla legge, esistono regole che possono incidere sia sulla decorrenza della pensione sia sul suo importo finale.

Con il Messaggio INPS n. 2124 del 26 giugno 2026, l’Istituto ha fornito nuovi chiarimenti operativi, dedicando particolare attenzione ai titolari di assegno ordinario di invalidità liquidato con il sistema contributivo e alle lavoratrici madri che possono beneficiare di specifiche agevolazioni. 

Quando l’assegno ordinario di invalidità diventa pensione di vecchiaia

L’articolo 1, comma 10, della legge n. 222 del 1984 stabilisce che l’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia quando il beneficiario raggiunge i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa.

La trasformazione avviene d’ufficio e non richiede una nuova visita medico-legale, poiché il diritto alla pensione deriva esclusivamente dal possesso dei requisiti pensionistici. Resta però indispensabile, nel caso dei lavoratori dipendenti, la cessazione del rapporto di lavoro prima della decorrenza della pensione di vecchiaia. 

I contributi figurativi aiutano a maturare il diritto ma non aumentano l’importo

Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda i periodi durante i quali il titolare percepisce l’assegno ordinario senza svolgere attività lavorativa.

Questi periodi sono utili per raggiungere il requisito contributivo necessario alla pensione di vecchiaia, ma non incidono sul calcolo dell’importo della futura pensione. In pratica, consentono di maturare il diritto alla prestazione, senza però incrementare il montante contributivo utilizzato per determinarne il valore economico. 

Pensione di vecchiaia nel sistema contributivo: quali requisiti servono

Per i lavoratori che rientrano integralmente nel sistema contributivo sono previste due diverse modalità di accesso alla pensione di vecchiaia.

La prima richiede il raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, fissata a 67 anni per il biennio 2025-2026, insieme ad almeno 20 anni di contributi e al rispetto dell’importo minimo della pensione previsto dalla normativa. Dal 2027 l’età pensionabile sarà adeguata agli incrementi della speranza di vita.

La seconda possibilità consente l’accesso a un’età più elevata, pari a 71 anni nel biennio 2025-2026, con almeno cinque anni di contribuzione effettiva. In questa ipotesi non è richiesto il rispetto della soglia minima dell’importo pensionistico. Anche questo requisito anagrafico sarà soggetto agli adeguamenti previsti per gli anni successivi. 

Attenzione a chi ha scelto il calcolo contributivo

L’INPS ricorda inoltre che i lavoratori che hanno optato volontariamente per il calcolo contributivo della pensione non possono esercitare tale scelta al momento della trasformazione dell’assegno.

L’opzione prevista dall’articolo 1, comma 23, della legge n. 335 del 1995 deve infatti essere esercitata durante la vita lavorativa oppure, al massimo, entro il mese precedente la decorrenza dell’assegno ordinario di invalidità. Una volta avvenuta la trasformazione in pensione di vecchiaia, questa possibilità non è più consentita. 

Lavoratrici madri: come ottenere l’anticipo della pensione o un assegno più elevato

Tra i chiarimenti più rilevanti contenuti nel messaggio INPS vi sono quelli dedicati alle lavoratrici madri.

La normativa consente infatti, nel sistema contributivo, di scegliere tra due benefici alternativi: anticipare l’età pensionabile oppure ottenere un coefficiente di trasformazione più favorevole, che può determinare un importo della pensione più elevato.

Il riconoscimento di queste agevolazioni non è automatico. Sebbene la trasformazione dell’assegno ordinario in pensione di vecchiaia avvenga d’ufficio, la lavoratrice deve presentare un’apposita richiesta entro il mese precedente la decorrenza ordinaria della pensione calcolata senza il beneficio.

L’INPS precisa inoltre che la mancata presentazione della domanda entro i termini comporta la perdita definitiva dell’agevolazione, che non potrà essere riconosciuta successivamente attraverso una ricostituzione della pensione. Durante la fase di aggiornamento delle procedure informatiche, la richiesta può essere inserita nella domanda di trasformazione indicando il numero dei figli e il beneficio prescelto. 

Cosa succede agli arretrati se la pensione decorre prima

Il riconoscimento del beneficio previsto per le lavoratrici madri può anticipare la data di decorrenza della pensione di vecchiaia.

In questi casi può verificarsi una sovrapposizione tra il periodo in cui è stato percepito l’assegno ordinario di invalidità e quello in cui sarebbe già spettata la pensione di vecchiaia.

L’INPS procede quindi al ricalcolo della posizione previdenziale, revocando l’assegno dalla nuova data di pensionamento e compensando le somme già corrisposte con gli arretrati spettanti a titolo di pensione. Se dal confronto emerge un credito a favore della pensionata, l’Istituto provvede alla relativa liquidazione. 

Cosa cambia per chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità

Le indicazioni contenute nel Messaggio INPS n. 2124/2026 chiariscono alcuni aspetti fondamentali della trasformazione automatica dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia, confermando che il passaggio dipende dal raggiungimento dei requisiti di legge e dalla cessazione dell’eventuale rapporto di lavoro dipendente.

Particolare attenzione deve essere prestata dalle lavoratrici madri che intendono usufruire delle agevolazioni previste dal sistema contributivo: la presentazione della domanda entro i termini stabiliti rappresenta infatti un requisito essenziale per non perdere un beneficio che può incidere sia sulla data di pensionamento sia sull’importo della pensione finale.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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Category: LMF previdenza |
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.