Quanto valgono oggi le azioni UniCredit dopo la semestrale e come è cambiato il concambio dell’OPAS Intesa su MPS
Le trimestrali di agosto stanno ridisegnando le prospettive dei due maggiori gruppi bancari italiani. UniCredit ha chiuso il primo semestre 2026 con risultati che hanno spinto gli analisti a rivedere in blocco le stime sul titolo, mentre l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena si è rivalutata sul mercato senza che la banca guidata da Carlo Messina abbia modificato i termini dell’operazione.

UniCredit, gli analisti alzano i target price dopo i conti
Il titolo UniCredit ha chiuso la seduta del 6 agosto a 84,73 euro, per una capitalizzazione di circa 127,8 miliardi di euro. Dopo la pubblicazione della semestrale, le principali case di investimento hanno rivisto al rialzo i propri obiettivi di prezzo: Morgan Stanley ha indicato 96 euro, Equita 95 euro, Barclays 94,5 euro, JP Morgan 94 euro e BNP Paribas Exane si è spinta fino a 107 euro.
Le nuove stime riflettono la guidance comunicata dal gruppo per l’esercizio 2026, che prevede un utile netto di circa 11,5 miliardi di euro. Con la capitalizzazione attuale, il mercato valuta oggi UniCredit 11,1 volte gli utili dell’anno in corso. Il piano industriale della banca indica inoltre un utile che dovrebbe superare i 13 miliardi entro il 2028: applicando lo stesso multiplo attuale a questa cifra, senza alcuna espansione o premio aggiuntivo, si ottiene una capitalizzazione di 144,4 miliardi, equivalente a un valore per azione di 95,8 euro, sostanzialmente in linea con il consenso degli analisti. Il target price fissato a 95 euro non incorpora dunque un miglioramento della valutazione del titolo, ma riflette semplicemente l’attesa che il piano industriale venga effettivamente eseguito.
Intesa-MPS, il rialzo del titolo aumenta il valore dell’offerta
Sul fronte dell’operazione Intesa-MPS, la dinamica è diversa ma altrettanto significativa per gli azionisti coinvolti. Intesa Sanpaolo ha chiuso la seduta del 6 agosto a 6,80 euro, con un progresso del 14,04 per cento da inizio anno, pari a 0,837 euro per azione.
Trattandosi di un’offerta interamente in azioni, il rialzo del titolo Intesa ha automaticamente incrementato il valore implicito riconosciuto agli azionisti MPS. Quando l’operazione fu lanciata, il 5 giugno 2026, il rapporto di concambio valeva 10,091 euro per ogni azione MPS. Alla chiusura del 6 agosto, lo stesso rapporto di concambio, pari a 1,6 azioni Intesa più 1 euro in contanti per ogni azione MPS, vale 11,88 euro. Applicato all’intera operazione, valorizzata 30,6 miliardi di euro al momento del lancio, l’incremento si traduce in circa 5,4 miliardi di euro in più rispetto alla valutazione iniziale, senza che il numero di azioni che Intesa emetterà sia cambiato di una virgola.
L’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, ha escluso la possibilità di un rilancio dell’offerta, dichiarando che le probabilità sono pari a zero. Non ne avrebbe comunque bisogno, dato che il rialzo del titolo Intesa ha già prodotto lo stesso effetto economico di un miglioramento dei termini. Per gli azionisti MPS che riceveranno le nuove azioni, il calendario dell’operazione prevede un acconto a novembre 2026 di 3,8 miliardi di euro, mentre il saldo arriverà nella primavera del 2027, dopo l’approvazione del bilancio.





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