Solidarietà a Michele Usuelli, sotto processo per aver denunciato omofobia e sessismo

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Michele Usuelli, medico neonatologo, già consigliere regionale della Lombardia per +Europa e Radicali Italiani, è finito sotto processo per aver smascherato il Congresso Mondiale delle Famiglie, ovvero per aver denunciato la presenza a quel congresso di volti noti per il proprio sessismo e per la propria omofobia, ottenendo che il governo Conte ritirasse il proprio patrocinio all’evento. Esprimiamo la massima solidarietà a Michele Usuelli e sdegno per averlo sottoposto un processo solo per aver denunciato una palese violazione dei diritti umani.

Importante distinguere tra i fatti accertati e le valutazioni politiche

Secondo quanto reso noto da Michele Usuelli e da diversi esponenti politici che gli hanno espresso solidarietà, il procedimento riguarda una querela per diffamazione aggravata relativa ad affermazioni pronunciate nel 2019 in occasione del World Congress of Families Verona 2019.

In particolare, Usuelli sostiene di essere stato querelato per aver denunciato la presenza, tra i relatori del congresso, di una parlamentare ugandese favorevole a una legislazione che prevedeva la pena di morte per alcune fattispecie di omosessualità aggravata. Secondo la ricostruzione riportata dalla deputata Lia Quartapelle, la vicenda nasce dalle contestazioni rivolte al congresso di Verona e dall’attività politica che contribuì al ritiro del patrocinio del Governo allora guidato da Giuseppe Conte.

È anche un fatto che, negli anni successivi, l’Uganda abbia approvato una delle normative più severe al mondo contro le persone LGBTQ+, nota a livello internazionale come Anti-Homosexuality Act, che prevede anche la pena di morte nei casi definiti di “omosessualità aggravata”. Questo elemento è stato richiamato dai sostenitori di Usuelli per sostenere che l’allarme lanciato nel 2019 trovasse successivamente conferma negli sviluppi legislativi ugandesi.

Il processo a Michele Usuelli solleva un interrogativo che va ben oltre la vicenda personale dell’ex consigliere regionale lombardo. È legittimo chiedersi se il ricorso allo strumento della diffamazione possa avere un effetto dissuasivo nei confronti di chi denuncia pubblicamente posizioni che ritiene lesive dei diritti fondamentali.

Nel 2019 Usuelli, denunciando la presenza di relatori sostenitori di politiche fortemente restrittive nei confronti delle persone LGBTQ+ e dei diritti delle donne, contribuì al ritiro del patrocinio del Governo italiano all’evento.

Tutela della reputazione e libertà di critica politica

A distanza di anni, il fatto che Michele Usuelli debba ancora affrontare un procedimento per diffamazione pone un tema di rilievo pubblico: il delicato equilibrio tra tutela della reputazione e libertà di critica politica. Chi ritiene che la denuncia di posizioni considerate discriminatorie costituisca un esercizio del diritto di manifestazione del pensiero può vedere in questo processo un motivo di preoccupazione. La vicenda richiama l’attenzione sull’importanza di garantire che il dibattito pubblico su diritti civili e diritti umani possa svolgersi in modo libero e senza indebiti effetti intimidatori, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento per tutte le parti coinvolte.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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