Occupazione femminile, giovani e inclusione: il Programma nazionale FSE+ rilancia il confronto sulle politiche del lavoro
Al centro del Comitato di Sorveglianza del Programma “Giovani, Donne e Lavoro” 2021-2027 il sostegno ai NEET, la conciliazione vita-lavoro e gli strumenti per misurare concretamente la parità di genere.
Trasformare gli obiettivi delle politiche europee in interventi concreti per aumentare l’occupazione, ridurre le disuguaglianze e promuovere un mercato del lavoro più inclusivo.

È questa la missione del Comitato di Sorveglianza del Programma Nazionale “Giovani, Donne e Lavoro” FSE+ 2021-2027, l’organismo che riunisce istituzioni nazionali, Commissione europea, parti sociali e rappresentanti della società civile per monitorare l’attuazione di uno dei principali programmi finanziati dal Fondo Sociale Europeo Plus.

Nel corso dell’ultima riunione sono stati affrontati alcuni dei temi più strategici per il futuro del mercato del lavoro italiano: il sostegno ai giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione (NEET), le politiche di conciliazione tra vita privata e professionale, la valutazione dell’efficacia delle misure pubbliche, la promozione della parità di genere e il contrasto a ogni forma di discriminazione. Si tratta di priorità che costituiscono uno degli assi portanti del Programma nazionale e che dovranno accompagnare l’utilizzo delle risorse europee fino al 2027.
Tra i partecipanti anche Sila Mochi, cofondatrice di Inclusione Donna, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di affiancare alle politiche pubbliche strumenti capaci di misurare concretamente i risultati raggiunti. In particolare, ha sottolineato il ruolo della Certificazione della Parità di Genere e della Valutazione di Impatto di Genere, considerate leve fondamentali per accompagnare imprese e istituzioni verso un cambiamento verificabile e duraturo.
La certificazione della parità di genere, introdotta nell’ambito delle misure del PNRR e disciplinata dalla prassi UNI/PdR 125:2022, consente alle organizzazioni di valutare e migliorare le proprie politiche in materia di pari opportunità, monitorando indicatori quali l’equità retributiva, le opportunità di carriera, la tutela della genitorialità e l’equilibrio tra vita professionale e personale. Parallelamente, la nuova UNI/PdR 180:2026 introduce metodologie per valutare l’impatto di genere delle politiche pubbliche e dell’allocazione delle risorse, ampliando l’approccio dalla dimensione aziendale a quella istituzionale.
Il Programma “Giovani, Donne e Lavoro”
Il tema assume particolare rilevanza in un Paese che continua a registrare uno dei tassi di occupazione femminile più bassi dell’Unione europea. Per questo motivo il Programma “Giovani, Donne e Lavoro” dedica una parte significativa delle proprie risorse a interventi volti a favorire l’accesso al lavoro, la permanenza occupazionale e la crescita professionale delle donne, con particolare attenzione ai giovani e alle categorie più vulnerabili.
Nel dibattito è emersa anche l’importanza del coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nei processi decisionali. La partecipazione ai Comitati di Sorveglianza non rappresenta infatti un adempimento formale, ma uno strumento attraverso il quale associazioni, reti professionali e stakeholder possono contribuire alla definizione delle priorità e al monitoraggio dell’efficacia delle politiche finanziate con fondi europei.
Su questa linea si colloca anche l’impegno di GWPR Italia, che ha ribadito come la comunicazione possa svolgere un ruolo decisivo nella diffusione di una cultura dell’inclusione, della leadership femminile e della responsabilità sociale. Secondo l’associazione, partecipare ai tavoli istituzionali significa contribuire alla costruzione di politiche più efficaci, capaci di generare benefici concreti per persone, imprese e territori.
Il confronto avviato nell’ambito del Comitato di Sorveglianza conferma così una tendenza sempre più evidente nelle politiche europee: non limitarsi a finanziare progetti, ma dotarsi di strumenti che consentano di valutarne l’impatto reale. In questa prospettiva, certificazione della parità di genere e valutazione di impatto non rappresentano semplici adempimenti amministrativi, bensì indicatori attraverso i quali misurare se gli investimenti pubblici riescano davvero a ridurre i divari di genere e a promuovere un mercato del lavoro più equo e inclusivo.





VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green