Investimenti sostenibili 4.0: 448 milioni per la transizione digitale e ambientale delle PMI del Sud
Domande dal 6 ottobre 2026. Le associazioni imprenditoriali riconoscono le opportunità della misura, ma per le imprese più piccole saranno decisivi assistenza tecnica, rapidità e accesso al credito
Quasi 448 milioni di euro per sostenere la modernizzazione tecnologica e la transizione ambientale delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. È la dotazione della nuova edizione di “Investimenti sostenibili 4.0”, l’incentivo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rivolto alle aziende di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale
La misura rientra nel Programma nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” e punta a rafforzare la capacità produttiva delle PMI attraverso programmi che combinino innovazione, digitalizzazione ed efficienza ambientale.
La compilazione delle domande sarà possibile dalle ore 12 del 10 settembre 2026, mentre l’invio vero e proprio partirà alle ore 10 del 6 ottobre. Le richieste dovranno essere presentate attraverso la piattaforma di Invitalia. Il 25% delle risorse disponibili è riservato alle micro e piccole imprese. I dettagli operativi sono pubblicati sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Contributi fino al 75% dell’investimento
Salvo la riserva del 25% per le piccole imprese, sono ammissibili programmi con spese comprese tra 750 mila e 5 milioni di euro, finalizzati alla creazione di una nuova unità produttiva, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione oppure alla trasformazione radicale del processo produttivo.
L’agevolazione può coprire complessivamente fino al 75% delle spese ammissibili:
- il 35% sotto forma di contributo diretto alla spesa;
- il 40% attraverso un finanziamento agevolato senza interessi, rimborsabile in un periodo massimo di sette anni.
Le imprese dovranno assicurare con risorse proprie o finanziamenti privati almeno il 25% dei costi complessivi, senza ricorrere ad altre forme di sostegno pubblico.
Gli investimenti dovranno fare prevalentemente ricorso alle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0: manifattura avanzata e additiva, Internet delle cose, cloud computing, cybersecurity, simulazione, integrazione digitale dei processi, intelligenza artificiale, blockchain, big data e sistemi di analisi.
Sono finanziabili, entro i limiti previsti, macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici, licenze, opere murarie, certificazioni ambientali e consulenze specialistiche. I progetti dovranno essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.
Più attenzione a energia, economia circolare e clima
La componente ambientale non rappresenta un elemento accessorio. Il bando attribuisce particolare rilievo ai progetti capaci di migliorare l’efficienza energetica, favorire l’economia circolare, ridurre l’impiego di materie prime e aumentare il recupero degli scarti.
Il Ministero segnala, in particolare, i programmi in grado di determinare una riduzione dei consumi energetici pari almeno al 5%. Sono valorizzati anche gli interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’introduzione di sistemi di gestione ambientale ed energetica e l’ottenimento di certificazioni di prodotto. Le indicazioni sono contenute nel comunicato MIMIT dell’8 agosto 2026.
Le associazioni: opportunità importante, ma bisogna arrivare preparati
CNA Bari ha definito il nuovo bando «una leva straordinaria per il sistema imprenditoriale pugliese». Secondo l’associazione, la misura può accelerare la doppia transizione digitale ed ecologica, migliorando contemporaneamente competitività e sostenibilità delle aziende.
La CNA sottolinea però anche un aspetto operativo decisivo: trattandosi di una procedura a sportello, sarà fondamentale predisporre tempestivamente i progetti, verificare i requisiti e organizzare la copertura finanziaria. Per preparare le imprese, l’associazione ha promosso uno specifico incontro informativo sul bando.
Anche il sistema Confcommercio si è attivato sul territorio. Confcommercio Cosenza ha presentato la misura alle imprese come una nuova opportunità per finanziare la trasformazione tecnologica e sostenibile delle PMI meridionali, riepilogandone condizioni e investimenti ammissibili nella propria comunicazione agli associati.
Confapi ha a sua volta diffuso alle imprese associate le caratteristiche del provvedimento, richiamando la possibilità di sostenere programmi produttivi innovativi, tecnologicamente avanzati e coerenti con gli obiettivi della transizione verde.
Per quanto riguarda Confartigianato, al momento non risulta pubblicato un commento nazionale specifico sulla nuova apertura del 2026. L’associazione aveva tuttavia accompagnato positivamente la precedente edizione della misura, organizzando insieme al Ministero e a Invitalia un webinar dedicato alle opportunità per le piccole imprese. La posizione documentata evidenziava l’utilità dello strumento per favorire la trasformazione tecnologica, digitale e sostenibile del sistema produttivo. È disponibile il resoconto dell’iniziativa di Confartigianato.
La soglia minima resta il principale punto critico
La disponibilità di quasi 448 milioni rappresenta un’opportunità significativa per le imprese del Sud, soprattutto per quelle che devono rinnovare impianti e processi produttivi. La soglia minima di 750 mila euro, tuttavia, è elevata per una parte consistente del mondo artigiano e delle microimprese.
La riserva del 25% destinata alle realtà di minori dimensioni attenua il problema, ma non elimina la necessità di disporre di capacità progettuale, risorse finanziarie e strutture amministrative adeguate. Per molte aziende saranno quindi determinanti l’assistenza delle associazioni di categoria, il rapporto con banche e Confidi e la possibilità di costruire programmi di investimento solidi e immediatamente cantierabili.
Anche se le domande presentate nella stessa giornata vengono considerate simultanee, arrivare preparati all’apertura resta essenziale. In caso di insufficienza delle risorse, infatti, il Ministero procederà sulla base di una graduatoria di merito.
“Investimenti sostenibili 4.0” può diventare uno strumento concreto di politica industriale, a condizione che non si limiti a finanziare l’acquisto di nuovi macchinari. La sfida consiste nel trasformare gli incentivi in maggiore produttività, riduzione dei consumi, competenze digitali e capacità delle imprese meridionali di competere stabilmente sui mercati nazionali e internazionali.





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