Pensioni minime 2026, doppi aumenti in arrivo. Importi e requisiti
Nel 2026 le pensioni minime registrano un doppio incremento: da un lato la rivalutazione legata all’inflazione, dall’altro un aumento straordinario previsto dalla Legge di bilancio. Un intervento che interessa circa 2,2 milioni di beneficiari e punta a rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più fragili.

Cosa sono le pensioni minime
Introdotte con una legge del 1952, le pensioni minime garantiscono un sostegno economico ai pensionati che non raggiungono una soglia minima di reddito con l’assegno di vecchiaia. L’integrazione, erogata dall’Inps, si estende anche alle pensioni di reversibilità sotto determinati limiti reddituali. Tra i requisiti restano obbligatori la residenza in Italia e il rispetto delle condizioni contributive e personali.
Requisiti
L’assegno minimo spetta, in linea generale, a chi ha almeno 67 anni e 20 anni di contributi. A partire dai 71 anni, il requisito contributivo scende a 5 anni, purché il reddito resti sotto le soglie stabilite.
Rivalutazione 2026
Per l’anno in corso, l’importo della pensione minima sale a 619,80 euro mensili per tredici mensilità, circa 8 euro in più rispetto al 2025. L’aumento deriva dalla rivalutazione automatica basata sull’inflazione, calcolata annualmente dall’Istat. Per il 2025, l’indice ha determinato un adeguamento dell’1,4%.
Il meccanismo di perequazione è progressivo:
- incremento pieno fino a quattro volte il minimo;
- rivalutazione al 90% tra quattro e cinque volte il minimo;
- adeguamento al 75% oltre tale soglia.
L’obiettivo è tutelare soprattutto i redditi più bassi dall’aumento del costo della vita.
L’aumento della Manovra
Alla rivalutazione si aggiunge un incremento straordinario dell’1,3%, pari a circa 20 euro mensili, destinato esclusivamente alle pensioni minime. La misura, finanziata dall’ultima Legge di bilancio, rafforza ulteriormente gli assegni più bassi.
Come ottenere l’integrazione
Nella maggior parte dei casi l’Inps applica automaticamente l’integrazione al momento della liquidazione della pensione. In presenza di variazioni reddituali o dati non aggiornati, è possibile fare richiesta tramite i servizi online o rivolgendosi a un patronato.
Prospettive: nuovi aumenti nel 2027
Guardando al futuro, il Documento programmatico di bilancio stima per il 2026 un’inflazione del 2,8%. Se confermata, la rivalutazione del 2027 potrebbe portare la pensione minima fino a circa 628,98 euro mensili, con un aumento di circa 11 euro.
Nodo maggiorazioni
Resta incerta la conferma dell’aumento straordinario oltre il 2026. La misura scade il 31 dicembre e un’eventuale proroga dovrà essere inserita nella prossima Legge di bilancio.
Revoca della quattordicesima
Non solo aumenti. Da agosto, alcuni pensionati vedranno ridursi l’importo dell’assegno. L’Inps ha infatti revocato la quattordicesima e il bonus aggiuntivo di 154,94 euro a chi non ha presentato entro il 19 settembre 2025 la dichiarazione reddituale relativa al 2021. Per questi soggetti è previsto anche il recupero delle somme già erogate.





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