Osservatorio sul giornalismo digitale dell’Ordine dei Giornalisti. Quando il verosimile rischia di prendere il posto del vero

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— tratto dall’intervento di Luca De Biase —

Nell’ecosistema digitale, immagini, video e testi possono apparire perfettamente credibili senza avere alcun rapporto con ciò che è realmente accaduto.
Con l’intelligenza artificiale generativa, questa sfida diventa ancora più complessa: il confine tra realtà e rappresentazione si assottiglia, mentre piattaforme e social premiano spesso contenuti capaci di attirare attenzione, suscitare emozioni e confermare convinzioni già consolidate.

Nella relazione “I limiti del verosimile nel giornalismo” (integrata nel Rapporto 2026 dell’Osservatorio sul giornalismo digitale dell’Ordine dei giornalisti) il giornalista e saggista Luca De Biase riflette sul ruolo dell’informazione in questo nuovo scenario.

Di fronte alla crescente quantità di contenuti sintetici, il giornalismo può riaffermare la propria funzione attraverso ciò che ne costituisce il metodo: documentazione, verifica delle fonti, accuratezza, indipendenza e responsabilità.

Perché ciò che appare credibile non è necessariamente vero. E distinguere tra i due resta uno dei compiti fondamentali del giornalismo.

Qui la relazione completa sul sito dell’OdG https://lnkd.in/eu5X9KAB

L’opinione de La Mia Finanza

Il direttore responsabile, Paolo Brambilla, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, non solo condivide i concetti espressi da Luca De Biase, ma ribadisce l’importanza del controllo che ogni redazione deve applicare alle news e ai dati foniti da piattaforme esterne che spesso incappano in errori madornali, per altro facilemente riconoscibili nella maggior parte dei casi: basta il doveroso controllo delle fonti per smascherare ciò che non va pubblicato.

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La Mia Finanza, come dichiarato nella homepage, rispetta pienamente i dettami dell’AI Act entrato in vigore il mese scorso e, dove necessario, indica l’uso dell’AI per il reperimento delle fonti, ma non pubblica mai articoli generati in bozza, se non dopo l’intervento personale dei redattori e la loro ulteriore verifica professionale di contenuti, dati, fonti.

La piattaforma utilizzata è quella di DataMoney, un’innovativa fonte di informazioni giornalistiche verificate e validate, cui l’intervento umano conferisce di volta in volta autorevolezza e deontologia giornalistica. “Perché” come afferma proprio Luca De Biase “ciò che appare credibile non è necessariamente vero.”

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