ReportAziende e moda italiana: Milano guida i ricavi, Napoli le imprese

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ReportAziende e moda italiana: Milano guida i ricavi, Napoli le imprese

La notizia in sintesi

  • ReportAziende censisce 210.100 imprese della filiera moda italiana.
  • Milano concentra il 24,3% dei ricavi complessivi del settore.
  • Napoli guida la classifica nazionale per numero di imprese.
  • 294 società producono il 51,4% dei ricavi analizzati.

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Moda italiana, la geografia della filiera

La fotografia di ReportAziende sulla moda italiana, diffusa in occasione della Milano Fashion Week 2026, censisce 210.100 imprese della filiera con sede in Italia, selezionate attraverso 55 codici ATECO 2025. L’analisi mostra come Milano conservi il primato dei ricavi, pur ospitando il 4,8% delle aziende, mentre Napoli risulti prima per presenza imprenditoriale con l’8,7%. Prato emerge invece per densità manifatturiera.

Il quadro è rilevante perché descrive la base produttiva che sostiene la proiezione internazionale del settore: una rete territoriale estesa, affiancata da una forte concentrazione del valore in pochi gruppi. I dati economici riguardano esclusivamente le società con bilancio disponibile per l’analisi comparata.

Ricavi concentrati e distretti produttivi

Il divario fra il capoluogo lombardo e la città campana indica che numero di imprese e capacità di fatturare non coincidono: alle società di Milano è attribuito il 24,3% dei ricavi complessivi della moda italiana. La struttura territoriale conserva quindi funzioni diverse, dalla sede dei grandi operatori alla produzione diffusa e alle lavorazioni specialistiche. Nel comune di Prato sono localizzate 5.114 imprese manifatturiere della moda, più delle 4.418 registrate complessivamente nei comuni di Milano, Roma e Napoli.

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Il distretto pratese opera accanto alle specializzazioni del Fiorentino nella pelletteria, del Fermano nelle calzature e dei poli conciari presenti in Toscana, Campania e Veneto. La capillarità non attenua però la concentrazione economica: fra le società esaminate con bilanci disponibili, 294 imprese, pari all’1%, producono il 51,4% dei ricavi totali. Vincenzo Augurio, Chairman & Group CEO di Media Asset S.p.A., afferma: “I dati restituiscono l’immagine di un comparto molto articolato: da un lato pochi grandi operatori concentrano una parte significativa del fatturato, dall’altro esiste una rete estremamente capillare di imprese e specializzazioni territoriali.”

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Secondo Augurio, il rallentamento del 2024 ha coinvolto una parte ampia del comparto; le prime indicazioni del 2025 segnalano maggiore stabilità, da verificare su un numero più esteso di bilanci. Il confronto dei ricavi usa le stesse società negli anni analizzati, un criterio che limita paragoni basati su bilanci non omogenei.

La verifica attesa sui bilanci 2025

Nel 2026 la Fashion Week restituisce dunque anche un indicatore della doppia natura della filiera: visibilità internazionale e radicamento in distretti produttivi. La quota di ricavi concentrata in 294 società segnala che la forza economica non segue la stessa geografia della numerosità imprenditoriale. La stabilità suggerita dai primi dati 2025 potrà essere valutata solo quando saranno disponibili più bilanci, mantenendo distinto il monitoraggio delle imprese dalla misurazione del fatturato complessivo.

FAQ

Quante imprese moda sono state censite?

L’analisi di ReportAziende censisce 210.100 aziende italiane della filiera moda, identificate mediante 55 codici ATECO 2025 utilizzati per delimitare il perimetro settoriale.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Quale città concentra più ricavi della moda?

Milano ospita il 4,8% delle imprese censite, ma alle sue aziende fa capo il 24,3% dei ricavi complessivi del settore.

Perché Prato è rilevante nella filiera?

Prato conta 5.114 imprese manifatturiere della moda, un numero superiore alle 4.418 aziende sommate nei comuni di Milano, Roma e Napoli.

Quante società generano oltre metà dei ricavi?

294 società con bilanci disponibili, pari all’1% delle imprese analizzate, generano il 51,4% dei ricavi complessivi rilevati da ReportAziende.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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