L’uragano NOLO in arrivo alle Hawai. Rischi, pericolosità e previsioni aggiornate
L’uragano Nolo minaccia piogge estreme e frane, che sono il pericolo maggiore
Il centro del ciclone dovrebbe transitare a sud dell’arcipelago, ma la Big Island e Maui restano esposte a precipitazioni torrenziali, venti distruttivi e mareggiate. Possibile un rafforzamento fino alla categoria 3
L’uragano Nolo si sta avvicinando alle Hawaii e potrebbe intensificarsi sensibilmente nelle prossime ore. Secondo l’aggiornamento disponibile alle 2 del mattino del 25 settembre, ora locale hawaiana — le 14 in Italia — il ciclone si trovava circa 385 chilometri a sud di South Point, sulla Big Island. I venti massimi sostenuti avevano raggiunto circa 140 chilometri orari, con una pressione minima stimata in 980 millibar.

Nolo procede lentamente verso nord-nord-est (in rosso l’occhio del ciclone). Tra venerdì 25 e sabato 26 settembre dovrebbe compiere una netta virata verso ovest, passando a sud delle principali isole. Il centro della tempesta, in base alla traiettoria prevista, dovrebbe quindi rimanere in mare. Ciò non significa, però, che le Hawaii siano al sicuro: gli effetti più pericolosi di un ciclone tropicale possono estendersi per centinaia di chilometri oltre l’occhio e la traiettoria conserva ancora un margine d’incertezza.
Immagine satellitare NOAA/NHC
La Big Island è sottoposta ad allerta per tempesta tropicale e a sorveglianza per uragano, mentre per la contea di Maui è in vigore una sorveglianza per tempesta tropicale. Le condizioni di burrasca sono attese sulla Big Island dalla serata di venerdì; venti di intensità da uragano restano possibili nelle prime ore di sabato.
Il rischio principale viene dall’acqua
La minaccia più grave non è necessariamente costituita dal vento, ma dalle precipitazioni. Sui versanti orientali e meridionali della Big Island sono previsti accumuli complessivi fra 380 e 760 millimetri, con punte locali vicine a 890 millimetri. Nella parte occidentale dell’isola potrebbero cadere 125-200 millimetri, mentre su Maui sono possibili 100-200 millimetri, localmente fino a circa 380.
Quantità simili, concentrate in pochi giorni, possono provocare alluvioni lampo, esondazioni e frane, soprattutto sui ripidi rilievi vulcanici. Il rischio aumenta nelle vallate, vicino ai corsi d’acqua e lungo le strade costiere o montane. La conformazione delle isole favorisce inoltre l’intensificazione orografica delle precipitazioni: l’aria umida, costretta a salire lungo i versanti, si raffredda e scarica altra pioggia.
Sul litorale della Big Island è previsto un possibile innalzamento dell’acqua di 30-90 centimetri sopra il livello normalmente asciutto, aggravato da onde molto alte. Le coste esposte a est e a sud saranno interessate da mareggiate e correnti di risacca potenzialmente letali. Nelle acque intorno alla Big Island e a Maui le onde potrebbero superare localmente i sei metri.
Verso la categoria 3
Le condizioni oceaniche e atmosferiche restano favorevoli a un ulteriore rafforzamento. Le previsioni indicano che Nolo potrebbe raggiungere sabato lo status di major hurricane, cioè almeno la categoria 3 della scala Saffir-Simpson, con venti superiori a 178 chilometri orari. Il picco d’intensità potrebbe verificarsi quando il centro sarà già in transito a sud dell’arcipelago, ma anche una variazione relativamente piccola della rotta cambierebbe sensibilmente l’esposizione della Big Island.
Residenti e turisti devono seguire esclusivamente gli aggiornamenti del National Hurricane Center, del National Weather Service di Honolulu e della Protezione civile hawaiana. È necessario evitare spiagge e scogliere, non attraversare strade allagate, prepararsi a interruzioni della corrente e rispettare immediatamente eventuali ordini di evacuazione. La Hawai‘i Emergency Management Agency raccomanda di verificare le scorte, proteggere le abitazioni e individuare in anticipo il rifugio più vicino.
Nolo non è dunque previsto in approdo diretto sulle isole secondo lo scenario centrale, ma sarebbe sbagliato considerarlo un pericolo soltanto marino. Per la Big Island e Maui, la combinazione fra piogge eccezionali, terreno ripido, frane, vento e mareggiate configura un’emergenza potenzialmente molto grave.
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