Stati Generali dell’Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Considerazioni a margine della presentazione, presso la Camera dei Deputati, delle risultanze dei 14 Tavoli Tecnici dell’Intergruppo parlamentare.
A cura di Augusto Vecchi
Il 24 settembre la Camera dei Deputati ha ospitato gli Stati Generali dell’Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”, presieduto dall’On. Marcello Coppo. È stata la prima grande restituzione pubblica di sette mesi di lavoro, con molti dei massimi esperti italiani di finanza digitale riuniti nella stessa sala.
Il lavoro ha coinvolto 35 componenti dei Tavoli Tecnici, 14 Gruppi di lavoro tematici e 164 partecipanti. Provengono da istituzioni, università e ricerca, professioni, imprese, Pubblica Amministrazione, associazioni e Forze dell’ordine.
Un percorso personale lungo dodici anni
Nel 2014 fondai le prime piattaforme di real estate crowdfunding in Svizzera e poi in Italia, e nel 2020 lanciai la prima piattaforma di lending immobiliare nativa blockchain in Europa. Allora non immaginavo che sarebbero serviti così tanti anni per consolidare il settore della finanza tecnologica, fino a mettere attorno a un tavolo istituzionale gli esperti di questi innovativi strumenti e delle loro regolamentazioni.
Chi ha fatto impresa in questo campo lo sa bene. Per anni la tecnologia è andata più veloce delle regole, e questo ha lasciato operatori, investitori e istituzioni in una zona grigia. Nella zona grigia l’innovazione seria fatica a crescere, mentre quella improvvisata trova spazio. Vedere il Parlamento dare una casa stabile a questo confronto è quindi un passaggio che il settore aspettava da tempo.

Dalla proposta tecnica alla norma: il metodo giusto
Un aspetto dell’impostazione di questa seconda fase mi convince in modo particolare: un risultato tecnico non diventa automaticamente una posizione politica o una proposta di legge.
Le risultanze dei 14 Gruppi hanno livelli di maturazione diversi. Alcune sono già pronte per il confronto istituzionale. Altre richiedono ulteriori approfondimenti e validazioni. Sotto la guida del Presidente, On. Marcello Coppo, le proposte più mature saranno portate progressivamente a uffici parlamentari, Ministeri, amministrazioni e autorità, per verificarne fattibilità, coerenza e strumenti di attuazione.
È un approccio che condivido da imprenditore. Una proposta tecnicamente brillante che non sia sostenibile sul piano normativo e applicabile su quello amministrativo resta sulla carta. Nel mondo dell’equity e del lending crowdfunding, e più in generale nel FinTech, l’abbiamo imparato sulla nostra pelle: le regole scritte senza ascoltare chi opera generano costi e incertezza, e il mercato ne paga le conseguenze.
La tokenizzazione degli asset reali: l’Italia ha le carte in regola
Sono onorato di far parte del Tavolo Tecnico RWA – Tokenizzazione e Real-World Asset, guidato da Ionut Gaugan. Credo che proprio la tokenizzazione degli asset reali sia uno dei terreni su cui l’Italia può giocare una partita da protagonista.
Il nostro Paese ha un patrimonio immobiliare enorme, un tessuto di PMI che ha bisogno di canali di finanziamento alternativi al credito bancario e un risparmio privato tra i più alti d’Europa. La tokenizzazione può far incontrare questi tre elementi. Può rendere frazionabili e più liquidi asset oggi rigidi, abbassare i costi di emissione e gestione e ampliare la platea degli investitori, sempre con adeguate tutele.
Il quadro europeo, tra MiCA e il DLT Pilot Regime, e le prime norme nazionali sugli strumenti finanziari digitali hanno posto le basi. Ora serve il passo successivo: regole chiare sul piano civilistico e fiscale, dialogo con le autorità di vigilanza e l’apertura della Pubblica Amministrazione a questi strumenti. Serve anche un’attenzione alla concorrenza internazionale, perché i capitali e i talenti vanno dove trovano certezza.
Il valore sta nelle intersezioni
Uno dei passaggi più interessanti della fase che si apre è l’intenzione di incrociare il lavoro dei Gruppi. Fiscalità e compliance dialogano con antiriciclaggio e tracciabilità. Stablecoin e pagamenti incrociano moneta, infrastrutture e competitività. La tokenizzazione tocca diritto, mercati e Pubblica Amministrazione. Privacy, identità digitale, cybersecurity e intelligenza artificiale attraversano tutti gli ambiti.
È esattamente così che funziona la finanza digitale nella realtà. Nessun progetto di tokenizzazione di asset sta in piedi senza un inquadramento fiscale certo, procedure KYC/AML solide, identità digitale affidabile e infrastrutture sicure. L’obiettivo di un dossier organico e multidisciplinare è quindi la condizione perché le proposte funzionino davvero. Mi convince anche la scelta di non aspettarne il completamento per avviare il percorso delle proposte già mature.
Le persone, prima dei numeri
Dietro i numeri ci sono persone. Sono orgoglioso che CreAFI – Creators Association for FinTech & Innovation, l’associazione che presiedo, abbia sei dei suoi membri, tra Direttori e Ambassador, seduti ai Tavoli Tecnici dell’Intergruppo parlamentare, dove mettono a disposizione la propria esperienza professionale. È il senso stesso della nostra associazione: portare la competenza di chi costruisce l’innovazione là dove si decidono le regole.
Ringrazio l’On. Marcello Coppo, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”, per averlo promosso e guidato con visione. Faccio i miei sinceri complimenti ad Antonio Annino, coordinatore dei 14 Tavoli Tecnici, e a Gabriele Del Mese, organizzatore dell’evento. Ringrazio anche i 14 Responsabili e tutti i 164 partecipanti che hanno messo a disposizione tempo e competenze.
Il 24 settembre 2026 non ha chiuso un percorso, ha aperto la fase più importante
Il principio che ha guidato questi mesi resta valido. Non limitarsi a descrivere i problemi, ma costruire proposte. Non fermarsi alla proposta, ma confrontarla. E non fermarsi al confronto, ma capire che cosa possa diventare concretamente percorribile.
Dopo dodici anni in questo settore, posso dire che è la prima volta in cui vedo le condizioni per trasformare la finanza digitale italiana da nicchia per pionieri a infrastruttura per il Paese. La responsabilità, adesso, è di tutti noi.
Augusto Vecchi: Presidente CreAFI – Creators Association for FinTech & Innovation e Fondatore dei FinTech Awards Italia | Oscar del FinTech
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