Mario Boselli: Cina mercato chiave per la moda italiana

La notizia in sintesi

  • Mario Boselli indica la Cina come mercato strategico per il Made in Italy
  • La Milano Fashion Week viene descritta come strumento di incontro internazionale
  • Il calendario concentra grandi marchi all’inizio e alla fine della manifestazione
  • Secondo Boselli, le imprese medio-piccole beneficiano dell’attrattività dei grandi brand

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La Cina torna al centro delle strategie di internazionalizzazione della moda italiana. È la posizione espressa da Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina e presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana, in occasione della Milano Fashion Week. Secondo Boselli, la manifestazione milanese può favorire l’incontro tra imprese italiane e operatori esteri, sostenendo anche i marchi di dimensioni minori.

Il tema riguarda il ruolo della settimana della moda come occasione di visibilità commerciale per l’intera filiera. La presenza delle grandi maison nel programma, secondo Boselli, contribuisce a mantenere a Milano buyer, stampa, modelle e altri professionisti internazionali per tutta la durata degli eventi. Una permanenza che può offrire opportunità anche alle aziende meno note sui mercati globali.

Il calendario e l’effetto sui marchi minori

Nel comunicato diffuso il 19 settembre 2026, Boselli ha richiamato la struttura del calendario della Milano Fashion Week, che colloca Prada all’apertura e Armani alla chiusura. La scelta viene ricondotta a una strategia adottata circa quindici anni fa per assicurare continuità alla presenza degli operatori internazionali.

“ Ho apprezzato molto questo calendario e mi complimento con il presidente di CNMI Carlo Capasa”, sottolinea Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina e presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana. “Rispecchia una scelta strategica fatta una quindicina di anni fa: quella di blindare il calendario, mettendo all’inizio e alla fine dei nomi irrinunciabili. Oggi partiamo con Prada e finiamo con Armani. È una scelta che porta a Milano gli operatori dall’inizio alla fine e che quindi va a beneficio di tutto il sistema. ”

Per Boselli, la capacità di attrarre visitatori professionali attraverso i grandi nomi produce effetti che vanno oltre le singole sfilate. Il calendario diventerebbe così un elemento di supporto per aziende medio-piccole e per brand privi della stessa forza di richiamo internazionale delle maison più conosciute.

“ Il nostro sistema è fatto anche di imprese medio-piccole e di brand non di prima grandezza. Sono realtà che hanno qualità, prodotto, identità e una crescente capacità di stare sui mercati internazionali, ma che hanno bisogno di un contesto forte nel quale incontrare la domanda. Il calendario della Fashion Week è una sintesi molto concreta di questo modello. ”

Il ragionamento riguarda una filiera composta sia da grandi marchi sia da realtà produttive e commerciali di dimensioni più contenute. Per queste ultime, appuntamenti che concentrano a Milano domanda internazionale e offerta italiana possono costituire un’occasione di contatto diretto con buyer e altri interlocutori del settore.

Il ritorno della Cina tra i mercati prioritari

Nella lettura di Boselli, il rafforzamento della presenza italiana all’estero passa sia dalla capacità delle imprese di proporsi sui mercati internazionali sia dal ritorno di clienti stranieri in Italia. In questo quadro, la Cina viene indicata come una destinazione rilevante per il Made in Italy.

“ La maggiore internazionalizzazione si gioca sia sul fronte dell’offerta sia su quello della domanda. E la Cina, in tutto questo, è importante”, afferma Mario Boselli. “Negli anni d’oro, per alcuni brand, la Cina è arrivata a rappresentare il 50% delle loro esportazioni. Dobbiamo quindi tornare ad avere una Cina cliente del nostro Made in Italy. ”

Il dato citato da Boselli si riferisce ad alcuni marchi e agli anni definiti “d’oro”, senza ulteriori indicazioni nel testo diffuso. L’obiettivo indicato è favorire una maggiore presenza di operatori cinesi in Italia e creare occasioni di incontro con le imprese della moda.

La Fashion Week viene indicata come uno dei luoghi in cui questo rapporto può svilupparsi, grazie alla concentrazione di aziende, collezioni e operatori internazionali. Boselli afferma che le condizioni per nuove presenze dal mercato cinese ci sarebbero, collegando il tema alla necessità di proseguire gli investimenti nell’internazionalizzazione.

“I presupposti ci sono e dobbiamo favorire queste presenze, che per quanto mi risulta dovrebbero esserci”, conclude Boselli. “Se vogliamo rafforzare l’Italian Style e il suo effetto sull’intero mercato della moda, dobbiamo continuare a investire nell’internazionalizzazione e creare le condizioni perché i mercati, a partire da quello cinese, tornino a essere clienti del nostro Made in Italy. ”

La Fondazione Italia Cina, presieduta da Boselli, opera per favorire relazioni e collaborazione tra Italia e Cina. Nel comunicato, l’attenzione si concentra soprattutto sulla possibilità di usare gli appuntamenti milanesi della moda per riavvicinare domanda cinese e imprese italiane.

FAQ

Perché la Cina è strategica per la moda italiana?

Mario Boselli indica la Cina come mercato importante per l’internazionalizzazione e il ritorno della domanda di Made in Italy.

Quale ruolo ha la Milano Fashion Week?

La manifestazione concentra a Milano imprese italiane e operatori internazionali, creando occasioni di incontro con buyer, stampa e mercato estero.

Quali brand aprono e chiudono il calendario?

Prada apre il calendario della Fashion Week, mentre Armani lo chiude, secondo quanto dichiarato da Mario Boselli.

Come beneficiano le imprese medio-piccole?

Le aziende meno grandi possono incontrare la domanda internazionale richiamata a Milano dalla presenza dei marchi più noti.

Qual è la fonte di queste informazioni?

Il contenuto si basa sul comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, verificato e riscritto in forma giornalistica dalla nostra Redazione, con supervisione umana prima della pubblicazione.

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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