Caro carburanti, Eni conferma il tetto ai prezzi fino a fine 2026. Quanto costano diesel e benzina

Eni manterrà il price cap sulle vendite di benzina e gasolio fino al 31 dicembre 2026. La conferma è arrivata il 23 ottobre dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, al termine di un confronto con alcuni quotidiani, ed è stata successivamente ribadita da un portavoce del gruppo.
Il tetto massimo resta fissato a 2,25 euro al litro per il diesel e 1,99 euro per la benzina. I limiti saranno comunque sottoposti a verifiche periodiche, tenendo conto dell’andamento del mercato, dei prezzi e della disponibilità effettiva dei prodotti in relazione alla capacità logistica del gruppo.
La misura era stata introdotta a fine settembre sulla rete Enilive, inizialmente per un periodo di 30 giorni, con la possibilità di proroga. Alla base della decisione, Eni aveva indicato la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati, legata alle tensioni geopolitiche e alla riduzione della capacità di raffinazione in Europa.
L’impatto economico della misura
A illustrare le motivazioni della scelta e le ricadute economiche è stato Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, durante la conference call con gli analisti dedicata ai risultati del terzo trimestre 2026.
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«Per noi fare impresa significa gestire una strategia volta a perseguire un valore sostenibile e a lungo termine», ha spiegato Gattei, sottolineando la responsabilità sociale delle aziende e il ruolo dell’energia come bene essenziale. «Sostenere i clienti sia una priorità per un’azienda che si occupa di un bisogno fondamentale com’è l’energia. Per questo abbiamo deciso di introdurre un tetto massimo alle nostre vendite di benzina e diesel».
Il manager ha precisato che il price cap non costituisce un vincolo immutabile, ma sarà rivalutato periodicamente in funzione delle condizioni di mercato. Quanto ai costi, le stime del gruppo indicano un impatto economico nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro per trimestre, qualora dovessero persistere le attuali condizioni.
«Questa è, quindi, la logica alla base della nostra decisione e l’entità dell’impatto», ha concluso Gattei.
La conferma nel giorno dei risultati trimestrali
L’annuncio di Descalzi è arrivato nella stessa giornata in cui Eni ha comunicato risultati solidi per il terzo trimestre del 2026, con un forte incremento dell’utile netto adjusted e l’annuncio di un dividendo straordinario e di un aumento del programma di riacquisto di azioni proprie.
Il mantenimento del tetto ai prezzi dei carburanti si inserisce in un contesto segnato dal caro energia e dagli interventi del governo sulle accise. Per Eni, la misura rappresenta un contributo a sostegno di famiglie e imprese, ma comporta anche un onere economico rilevante, destinato a essere monitorato e rivalutato nel tempo in base all’evoluzione del mercato.
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