Nuovo codice della strada, che cosa cambia: le auto dovranno favorire il passaggio delle moto

La notizia in sintesi
- Lo schema del nuovo Codice della strada prevede un corridoio libero per moto e mezzi di soccorso.
- L’obbligo riguarda soltanto strade urbane a carreggiate separate, con più corsie.
- Per gli automobilisti sono previste multe da 80 a 320 euro e la perdita di due punti.
- Il testo, approvato preliminarmente dal Governo, è in Parlamento per i pareri: le disposizioni non sono definitive.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Codice della strada, corridoio per le moto: cosa prevede lo schema
Il nuovo Codice della strada, approvato in via preliminare dal Governo e trasmesso al Parlamento per i prescritti pareri, prevede che gli automobilisti lascino un corridoio libero per il passaggio delle moto nel traffico congestionato. L’obbligo riguarderebbe esclusivamente le strade urbane a carreggiate separate con più corsie, non qualsiasi coda o situazione di marcia per file parallele. Per chi non lo rispettasse, lo schema indica una multa da 80 a 320 euro e la perdita di due punti della patente.
La finalità dichiarata nella Relazione è agevolare motocicli, ciclomotori e soccorsi, evitando arresti forzati e manovre a zig zag: si tratta di disposizioni ancora nell’iter di esame.
Dove scatterebbe l’obbligo e quali limiti avrebbe la corsia d’emergenza
Il riferimento è l’articolo 51, comma 14, dello schema di decreto legislativo, che delimita l’ambito della prescrizione attraverso le caratteristiche della strada e l’organizzazione della circolazione. Le carreggiate devono essere separate e il traffico deve essere distribuito su più corsie: il testo non estende quindi l’obbligo a tutte le strade sulle quali si formano incolonnamenti. Questa delimitazione è essenziale per leggere correttamente la proposta, senza trasformare una previsione circoscritta in una regola generale per ogni automobilista fermo nel traffico.
Lo schema contempla inoltre una deroga per motocicli e ciclomotori a due ruote, che potrebbero utilizzare la corsia d’emergenza soltanto in presenza di “ingorgo, di formazione di code o di rallentamenti”, procedendo a bassa velocità. L’accesso non sarebbe dunque incondizionato: alla situazione di congestione si aggiungerebbe il vincolo di un’andatura contenuta, espressamente previsto dalla disposizione riportata. I conducenti dovrebbero anche poter liberare la corsia in qualsiasi momento per i veicoli in emergenza, mantenendo quindi il passaggio disponibile per i soccorsi: la deroga non attribuirebbe alle due ruote una precedenza rispetto a questi mezzi, ma resterebbe subordinata alla possibilità di farsi da parte.
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Fluidità del traffico e soccorsi: il limite da rispettare
La logica della proposta combina due esigenze: ridurre gli intralci provocati dalle manovre tra le auto e non ostacolare i veicoli in emergenza. Per gli automobilisti cambierebbe la gestione dello spazio nelle code interessate dalla norma; per i motociclisti, l’eventuale uso della corsia d’emergenza comporterebbe obblighi precisi, non una libertà di transito senza condizioni. Prima di considerare operative queste prescrizioni, occorre però distinguere il contenuto dello schema dal testo che risulterà al termine dell’iter.
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