Il colosso americano Uber sembra non conoscere crisi
di Davide Pinoli —
Nonostante crisi, guerre e attacchi cibernetici sembrano non conoscere tregua, il colosso americano Uber sembra non conoscere crisi e consolida la propria posizione nel mercato globale della mobilità e della consegna a domicilio, guardando ai robotaxi e a una nuova fase di sviluppo legata alla guida autonoma.
I risultati dei primi nove mesi del 2026, confermano un rafforzamento del business rispetto allo stesso periodo del 2025, con un utile che nel primo trimestre ha raggiunto i 13,2 miliardi di dollari per una crescita del 14% mentre nel secondo trimestre i ricavi sono saliti a 14,2 miliardi (+12%), accompagnati da un utile netto di 2,4 miliardi, con un terzo trimestre dove il fatturato ha toccato 14,8 miliardi (+10%), con un risultato operativo rettificato cresciuto addirittura del 38%.

La vera scommessa di Uber
Con quadro che evidenzia la sua capacità di generare cassa, di sostenere nuovi investimenti e di produrre una redditività operativa in progressiva espansione, la vera scommessa di Uber sembra guardare ad un futuro prossimo che va oltre il tradizionale servizio di trasporto con conducente. L’azienda guidata da Dara Khosrowshahi punta a diventare, grazie alla sua solidità economica, una delle principali piattaforme globali per la distribuzione e la gestione delle corse con robotaxi, con una strategia che non punta necessariamente allo sviluppo di una propria guida autonoma, ma al cercare accordi con società specializzate a cui mettere a disposizione la propria infrastruttura digitale, la capacità di gestire la domanda e (non in ultima istanza), la propria rete di utenza.
Le collaborazioni in corso con operatori come Pony.ai e WeRide, rappresentano un tassello fondamentale per questo progetto.
Negli Stati Uniti, Uber prevede di avere circa 700 veicoli completamente autonomi sulla propria piattaforma entro la fine del 2026, con l’obiettivo di superare quota 2.000 nel 2027, mentre in Europa, sono stati annunciati piani per introdurre il servizio nella vicina Svizzera, per la precisione, nell’area di Zurigo.
Subordinatamente alle autorizzazioni normative che regolano il settore taxi, l’ambizione della Multinazionale è quella di trasformarsi da semplice intermediario tra passeggeri e autisti, a piattaforma integrata della mobilità autonoma.
Ovviamente un modello così ambizioso, dovrà confrontarsi con questioni come sicurezza, investimenti, sostenibilità economica delle flotte e naturalmente regolamentazioni, quelle regolamentazioni che devono essere obbligatoriamente rispettate anche da chi, grazie alle proprie finanze, vorrebbe detenere il monopolio di un servizio diffuso e redditizio, anticipando quella che potrrebbe essere una vera rivoluzione del trasporto urbano
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