Anima – Gfk

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Edizione primavera 2016 dell’Osservatorio sul risparmio delle famiglie italiane

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

– Aumenta la progettualità, a dispetto di una fiducia nel futuro del Paese in leggero calo.

– Arretra, ai livelli di un anno fa, la propensione ad investire; tuttavia, i prodotti finanziari risultano ancora preferiti rispetto a immobili e liquidità e la soddisfazione per i propri prodotti di investimento aumenta ulteriormente.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

– Solo un terzo degli investitori conosce o ha sentito parlare del “bail in”.

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Meno ottimisti sulle prospettive dell’Italia da qui a un anno, ma comunque disposti a fare progetti per sé stessi e per la propria famiglia. Meno propensi ad investire in generale, ma comunque soddisfatti, e anche leggermente più che in passato, per gli investimenti in soluzioni di investimento già compiuti. Il mood dei risparmiatori italiani, nel primo trimestre del 2016, si mostra così, a macchia di leopardo. È quanto rivela l’edizione primaverile dell’Osservatorio semestrale promosso da ANIMA Sgr, l’operatore leader indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK. La rilevazione – che ha come obiettivo di indagare sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata realizzata su un campione di 1.391 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di circa 41 milioni di individui, fra cui si contano quasi 11 milioni di investitori (cioè possessori di almeno un prodotto di investimento). Vediamo nei dettagli quanto è emerso.

RISPARMIATORI MENO POSITIVI SULLE PROSPETTIVE PER L’ITALIA…

L’Osservatorio registra un peggioramento del sentiment: se ad ottobre 2015 il 21% dichiarava che dopo un anno la congiuntura dell’Italia sarebbe migliorata, oggi invece è il 13% del campione generale dei bancarizzati che ha dato lo stesso parere ottimista, mentre dal 16% diventano il 22% coloro che ritengono che la situazione “peggiorerà di molto” nel prossimo anno.

… MA PIU’ PROPENSI A PROGETTARE E A FARE SPESE

Può sembrare in contro tendenza, tuttavia sia i bancarizzati che gli investitori manifestano, se pur in modo lieve, una maggiore inclinazione a progettare: ad ottobre 2015 si parlava del 48% dei bancarizzati, oggi invece a riferire di avere una serie di progetti nel cassetto per i prossimi mesi è il 51% (mentre per quanto riguarda il sottoinsieme degli investitori dal 68% di ottobre si sale ancora al 72%). Per quanto riguarda le tipologie di progetti va evidenziato il consueto vantaggio, in questo preciso momento dell’anno, dei progetti “di spesa” rispetto a quelli “di risparmio”, che si spiega, in particolare, perché le famiglie pianificano le vacanze estive, oppure pensano a ristrutturare casa, piuttosto che all’istruzione dei figli ecc.: per i bancarizzati, se ad ottobre si trattava del 34%, la presente rilevazione riporta il 37% che ha dichiarato di avere in programma progetti di spesa.

MENO REMORE PER LE SPESE SUPERFLUE MA NON PER QUELLE IMPORTANTI

Per quanto riguarda le strategie intraprese in vista dei propri progetti si riscontra un’ulteriore minore attenzione verso la riduzione delle “spese superflue”: per i bancarizzati dal 66% di ottobre si passa al 64%, mentre per gli investitori dal 63% si arriva addirittura a quota 59%. Tuttavia, per il sottoinsieme degli investitori resta una priorità ridurre le “spese importanti” (dal 13% si sale al 16%), così come l’azione di accumulo, ovvero mettere del denaro da parte (dal 46% si sale al 49%).

I PRODOTTI FINANZIARI MANTENGONO IL LORO VANTAGGIO SUGLI IMMOBILI NONOSTANTE L’INIZIO ANNO NEGATIVO PER I MERCATI..

Se in occasione dell’ultima rilevazione si era registrata una maggiore e generalizzata propensione ad investire, l’attuale rilevazione invece ha rivelato un passo indietro: per i bancarizzati dal 39% si passa al 33% e per gli investitori dal 73% al 68%. Focalizzandosi poi sulle singole tipologie di investimento va sottolineato come il ritorno di interesse per il “mattone” dell’autunno scorso non venga oggi confermato per i bancarizzati (dal 13% si scende all’11%), per cui si veda il (mentre per gli investitori resti stabile a quota 18%). Resta la preferenza per i prodotti finanziari rispetto a immobili e liquidità, anche se in calo sia fra i bancarizzati (dal 27% al 22%) sia fra gli investitori (dal 67% al 56%). Sulla minore propensione agli investimenti hanno pesato le difficoltà di alcune banche italiane e l’avvio d’anno negativo dei mercati azionari.

E CHI HA PUNTATO SU PRODOTTI DI INVESTIMENTO È ANCORA PIÙ SODDISFATTO

L’impatto sulla propensione ad investire non pesa però sulla soddisfazione per i propri investimenti, che anzi sale: passa dal 51% al 53% la quota di chi si dichiara “molto” o “abbastanza” soddisfatto, contro il 14% di chi è “poco” o “per niente” soddisfatto.

IL TERMINE “BAIL IN” ANCORA UNO SCONOSCIUTO AI PIÙ

Il termine “bail in” (la normativa introdotta nell’ordinamento italiano dal 1° gennaio di quest’anno e volta a gestire le crisi degli istituti di credito, affinché le perdite delle banche e i relativi salvataggi non gravino più su contribuenti e debito pubblico) non è ancora entrato nel vocabolario della maggioranza degli italiani. Solo un terzo degli investitori sa di che si tratta o ne ha sentito parlare.


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