Buone prospettive per i beni di lusso

Jeff Meys -

Negli scenari di NN iP, l’aumento del reddito disponibile fra i consumatori europei dovrebbe continuare a sostenere la domanda.

Gli elevati livelli di disoccupazione sono fonte di preoccupazione, ma i mercati del lavoro dovrebbero continuare a beneficiare di una politica accomodante della BCE e di un maggior margine di spesa pubblica riconosciuto ai governi nazionali; fattori cui si aggiungono livelli di inflazione ancora bassi e la prevista ripresa dei prezzi delle abitazioni.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Ed è proprio il settore dell’immobiliare – in particolare quello del luxury real estate – che potrebbe ritrovarsi sotto i riflettori nel corso di un anno che si annuncia carico di cambiamenti: dai primi effetti della riforma fiscale firmata Trump al rialzo dei tassi in Europa e Usa, fino alle incognite di una Brexit ormai in dirittura d’arrivo. In una scena in movimento, le opportunità potrebbero anche concentrarsi su specifici player o determinati sotto-settori, come il wellness-lifestyle real estate, cresciuto nello scorso anno del 9%.

L’aumento dei prezzi delle abitazioni sostiene le prospettive di spesa dei consumatori anche negli Stati Uniti. Di pari passo migliorano Oltreoceano le prospettive per il mercato del lavoro e per il reddito disponibile, mentre cominciano a scorgersi segnali di crescita dei salari: un quadro di ripresa che l’aumento dei tassi di interesse non dovrebbe stravolgere, essendo la maggior parte del debito delle famiglie americane protetto dal tetto del tasso fisso.

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Nel medio periodo, l’aumento dei livelli globali di reddito dovrebbe sostenere la spesa discrezionale anche nelle economie emergenti.

Appare più che verosimile la continuazione di quell’imponente trend che, anche nel lusso, sta ridefinendo i canali di distribuzione (online versus negozio fisico) e le preferenze dei consumatori; questi ultimi, soprattutto nei mercati occidentali, orientati sempre di più a una fruizione costruita intorno alle esperienze, più che agli oggetti o agli status symbol. Saranno proprio queste tendenze – e il mondo in cui le singole aziende del lusso sapranno governarle – alcune delle sfide decisive per decretare vincitori e vinti nel settore.

Rimaniamo quindi ottimisti sulle prospettive di lungo termine del mercato dei beni di lusso. I marchi “luxury” sono risorse scarse e altamente apprezzate da quanti puntano a queste opportunità. A fare da traino per una crescita significativa di lungo periodo potranno essere la domanda in ascesa nei mercati emergenti, l’aumento della popolazione globale con un elevato patrimonio netto e i fenomeni di polarizzazione dei consumi in corso. Le aziende del lusso godono d’altronde di un elevato potere di determinazione dei prezzi e soffrono solo marginalmente l’aumento dei costi di produzione. In questa prospettiva, ci concentriamo su quelle aziende del luxury che mostrano la migliore attitudine a conquistare quote di mercato grazie a brand forti, una portata globale e una valida gestione a lungo termine.


Jeff Meys – Head of Optimised Portfolio Strategies Team e Senior Portfolio Manager – NN Investment Partners

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