Elezioni Italia, possibile coalizione fragile ma necessaria continuità delle riforme

Patrice Gautry -

Le ultime rilevazioni sullo stato di salute dell’economia italiana mostrano segnali incoraggianti.

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La fiducia è fondamentale affinché la crescita continui a registrare buoni risultati; la ripresa economica è trainata principalmente dai settori domestici, ma i recenti risultati in termini di PIL (1,5% nel 2017) restano inferiori alla media UE (2,5%). Un parlamento sospeso o una coalizione fragile potrebbe comportare un chiaro rischio in termini di risultati economici futuri: se le riforme saranno fermate o invertite dal prossimo governo, sarà difficile per l’Italia ricostruire un potenziale di crescita più elevato nel medio termine e partecipare attivamente a un progetto UE rinnovato, come proposto da Macron e Merkel.

La crescita ciclica si è rafforzata, ma la crescita strutturale rimane bassa: l’Italia registra ora un avanzo delle partite correnti (2,7% nel 2017) e un deficit inferiore al 2%. Questi risultati positivi devono essere consolidati da una politica economica chiara che favorisca le riforme in corso (del lavoro, del settore pubblico e riguardanti nuove tecnologie e servizi) e mantenga l’obiettivo a lungo termine di una finanza pubblica più equilibrata. La partecipazione all’Unione Europea inoltre è al centro del dibattito politico italiano, ma i problemi legati a Brexit nel Regno Unito dovrebbero contenere il rischio di un “Italy-exit”.

Le view di mercato sull’Italia rimangono costruttive, purché la ripresa sia in atto e il settore bancario in via di risanamento. I timori circa quest’ultimo tema hanno penalizzato il mercato in passato, ma le prospettive sono migliorate e il settore ha registrato una forte performance da inizio anno. Inoltre, la crescita degli utili per azione in Italia appare sostenuta (16,8% per il 2018 secondo il consensus IBES), mentre le valutazioni rimangono relativamente moderate rispetto ad altri mercati sviluppati ed europei. Il trend di crescita dovrebbe continuare ad alimentare l’andamento del mercato, a meno che dall’esito delle elezioni politiche non emerga una grande sorpresa negativa.

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Sul fronte dei mercati obbligazionari, invece, non è prezzato alcun rischio sistemico di rilievo in vista di questa tornata elettorale. Lo spread decennale fra i titoli italiani e quelli tedeschi si è ridotto negli ultimi mesi, mentre la volatilità era in aumento per tutte le altre asset class. Nel mese di gennaio, la BCE ha ridotto i propri acquisti di obbligazioni italiane parallelamente alla riduzione globale del QE (30 miliardi di euro al mese), ma ha aumentato la duration dei titoli italiani acquistati. Gli acquisti dell’Istituto hanno contribuito a ridurre il costo del capitale nella periferia dell’Eurozona a partire dal 2012; quando questo processo terminerà (probabilmente alla fine del 2018) saranno i fondamentali italiani a trainare i rendimenti e gli spread obbligazionari.


Patrice Gautry – Chief Economist – Union Bancaire Privée (UBP)

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