Stretta Monetaria non coordinata tra Fed E BCE

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Nelle ultime due giornate, abbiamo assistito ad una stretta monetaria globale di notevole entità. La Fed ha alzato i tassi, mentre la BCE ha annunciato il tapering del QE per fine anno.

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Si tratta di una stretta monetaria non coordinata, ma casuale tra le due aree economiche più grandi al mondo, l’America e l’Europa. Riteniamo che l’effetto moltiplicatore monetario del QE sia stato molto alto.

Pensiamo dunque possa avere un impatto molto rilevante sull’economia e sulle condizioni finanziarie il cambiamento di politiche: quando la massa monetaria verrà assorbita, o si tenterà di assorbirla, impatterà negativamente la maggioranza degli strumenti finanziari, soprattutto quelli agli estremi del risk spectrum. In questo contesto, l’asset class in assoluto più costosa rimane l’obbligazionario, soprattutto i titoli governativi tedeschi. Siamo positivi in questo momento solo sulla parte “event”: fusioni e acquisizioni permettono di estrarre valore dalla struttura di capitale delle aziende target.

La maggior parte di queste operazioni saranno ad altissimo contenuto di debito: nei prossimi mesi, da un lato, la convergenza delle Banche Centrali su una normalizzazione delle politiche monetarie e dall’altra parte i settori telecom, media, e retail, spinti a operazioni M&A difensivi che portano ad un aumento della leva finanziaria creeranno una pressione notevole nel mondo obbligazionario.

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Siamo molto liquidi nella gestione delle posizioni del portafoglio ed estremamente cauti su tutto quello che è fixed income, spesso con delle posizioni ribassiste opportunistiche sulla parte core Europa, titoli tedeschi, olandesi e francesi, in quanto molto sopravvalutati. Ci aspettiamo un’estate probabilmente molto difficile anche sotto il profilo della liquidità: la recente crisi del debito italiano ha evidenziato come anche sui titoli più scambiati i costi di transazione possono salire molto rapidamente.


Filippo Lanza – Gestore del fondo HI Numen Credit – Hedge Invest SGR

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