Eni: accordo tra Syndial e Veritas per realizzare a Porto Marghera un impianto che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in carburanti di nuova generazione

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Porto Marghera rinasce con l’economia circolare: è stato sottoscritto oggi a Venezia un Protocollo di Intesa tra Syndial (Eni) e Veritas per studiare congiuntamente le modalità di realizzazione, in un’area dismessa e bonificata del petrolchimico a Porto Marghera, di un impianto industriale che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio olio e bio metano.

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L’accordo, promosso dal sindaco di Venezia e della Città Metropolitana Luigi Brugnaro, è stato sottoscritto da Vincenzo Maria Larocca, Amministratore delegato di Syndial, società ambientale di Eni, e da Andrea Razzini, Direttore generale di Veritas, multiutility che effettua la raccolta, la valorizzazione e il trattamento dei rifiuti nel territorio veneziano.

L’intesa prevede che le parti condividano valutazioni tecniche e di governance per la gestione e realizzazione dell’impianto. Nello specifico Veritas dovrebbe fornire almeno 100 mila tonnellate anno di FORSU e altre frazioni di scarti a matrice umida provenienti dalla raccolta differenziata dell’area metropolitana di Venezia e dal mercato di settore. Syndial, centro di competenza Eni per le tematiche ambientali e la gestione dei rifiuti, oltre a mettere a disposizione un’area di proprietà già bonificata, realizzerà e gestirà l’impianto industriale che applicherà la tecnologia proprietaria Eni “Waste to fuel”, frutto della ricerca messa a punto nel Centro Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara.

Syndial ha avviato nel mese di dicembre il primo impianto pilota a Gela, in Sicilia, con l’applicazione della tecnologia “Waste to fuel” che consente di replicare in poche ore in un impianto industriale a basso impatto ambientale un processo che la natura compie in milioni di anni, cioè trasformare biomasse preistoriche in energia. Inoltre, il suo utilizzo genera come sottoprodotto una risorsa preziosa, l’acqua, che sarà utilizzata per usi industriali e irrigui. Il rifiuto umido viene infatti valorizzato non solo tramite la produzione di bio olio e bio metano ma anche con il recupero e il trattamento del suo contenuto di acqua, pari a circa il 70%, che verrà trattata negli impianti Veritas collegati all’area individuata per la realizzazione del nuovo impianto “Waste to fuel”.

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Il bio olio sarà impiegabile direttamente come combustibile, privo di zolfo, per i mezzi navali oppure inviato a un successivo stadio di raffinazione per la produzione di biocarburanti da impiegare nei trasporti.

Per la realizzazione del progetto, che sarà comunque condizionato dall’ottenimento delle autorizzazioni, Syndial e Veritas stimano un investimento nell’ordine di circa 60 milioni di euro; l’impianto potrà trattare fino a 150 mila tonnellate anno di rifiuti organici, e potrebbe impiegare almeno 40 risorse, fra addetti diretti e indiretti a impianto in marcia, a cui si aggiungono le imprese terze per i lavori di costruzione.

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Con questo accordo Eni compie un ulteriore passo avanti nel proprio percorso strategico di applicazione dei principi dell’economia circolare al business. Proprio a Porto Marghera, la società ha realizzato la prima conversione al mondo da raffineria tradizionale in bioraffineria, in produzione dal 2014, e sottoscritto accordi con il Comune di Venezia e con Veritas per declinare ulteriori e innovativi progetti di economia circolare. Eni, inoltre, intende contribuire alla valorizzazione dell’eccellenza di Venezia, sia come Comune che come Città Metropolitana, nella classifica nazionale per la raccolta differenziata dei rifiuti, come confermato nell’ultimo “Rapporto rifiuti urbani” elaborato da Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

«Venezia ha fatto dell’economia circolare uno dei suoi punti di forza e non è certamente un caso che alla Città e a tutti i suoi residenti sia stato riconosciuto il primato a livello nazionale per quantità di rifiuti differenziati raccolti in un anno – commenta Luigi Brugnaro, Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Venezia. Così dimostriamo di avere tutte le carte in regola per essere un virtuoso esempio di come si possano generare nuove fonti energetiche: non si butta nulla e dal rifiuto si produce ricchezza. Quello che oggi può sembrare un costo e un problema, domani si trasforma in un vantaggio, proprio come indicato nel Piano Strategico Metropolitano approvato all’unanimità lo scorso dicembre. Venezia vuole essere testimonial a livello mondiale di come si possa essere una grande città, con migliaia di abitanti e milioni di visitatori, ma al tempo stesso sviluppare un sistema innovativo dal punto di vista scientifico e tecnologico, con una mentalità sempre più green ed ecosostenibile, generando economia e, soprattutto, posti di lavoro. Il protocollo firmato oggi da Eni e Veritas, che ho fortemente voluto, va quindi in questa precisa direzione. Il fatto che tutto questo accada a Porto Marghera, non può che renderci orgogliosi: generiamo futuro convertendo un’area che ha fatto la storia dell’industria petrolchimica italiana e confermiamo la vocazione di Venezia nell’essere protagonista della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, favorendo il riutilizzo dei materiali, evitando che i rifiuti possano essere dispersi e quindi divenire un potenziale pericolo per la salute umana, animale e dell’ambiente. Grazie quindi a Eni e a Veritas per questo importante accordo: Venezia non può che sostenervi schierandosi al vostro fianco».


Il contenuto di questo testo (come di tutta la sezione “Comunicati Stampa”) non impegna la redazione de Lamiafinanza: la responsabilità dei comunicati stampa e delle informazioni in essi contenute è esclusivamente delle aziende, enti e associazioni che li firmano e che sono chiaramente indicati nel titolo del testo.

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