Portafogli: i cinque fattori che incidono sulle scelte degli investitori italiani

Antonio Bottillo -

Sulla scia della fase rialzista più lunga della storia, le aspettative di rendimento degli investitori a livello globale hanno continuato a crescere, anche se il ritorno della volatilità a fine 2018 ha lanciato un segnale di avvertimento sul rischio e sollevato interrogativi per il futuro, alimentando così un sentiment di incertezza presso i risparmiatori.

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Una recente indagine condotta da Natixis Investment Managers su 9.100 investitori individuali, di cui 400 in Italia, evidenzia come nonostante l’86% degli interpellati ritenga importante raggiungere i risultati dei propri investimenti nel lungo periodo piuttosto che nel breve, il 77% sia comunque disposto a mettere al primo posto la sicurezza rispetto agli obiettivi di performance di lungo periodo. Il sentiment degli investitori italiani è in linea con quello degli investitori a livello globale e le loro scelte di portafoglio sono guidate da cinque fattori chiave che potrebbero influenzare il conseguimento degli obiettivi di lungo periodo.

Innanzitutto, i risparmiatori italiani sono combattuti riguardo al rischio. Nonostante il 63% si dichiari disponibile a pagare un premio per la gestione attiva per combattere la volatilità, il 61% pensa che la stessa volatilità possa compromettere la possibilità di conseguire gli obiettivi di investimento, nonostante possibili fluttuazioni del portafoglio pari al 10% siano considerate normali quando si decide di investire.

Il secondo elemento che influenza oggi le scelte degli investitori italiani è la non completa consapevolezza del livello di rischio che sono in grado di sopportare. L’80% dei professionisti della finanza ritiene che il bull market degli ultimi dieci anni abbia abbassato le difese degli investitori dinanzi al rischio e che la volatilità nell’ultimo trimestre del 2018 abbia cambiato di poco questa percezione. Sebbene due terzi degli investitori all’inizio del 2018 abbiano dichiarato di essere pronti ad affrontare i rischi di mercato, con il senno di poi solo il 50,8% ha confermato di aver avuto una reale strategia per gestire la fase recessiva di fine anno. Gli investitori italiani, inoltre, pur sentendosi finanziariamente sicuri (65%), esprimono preoccupazioni per la pressione fiscale (44,3%), per le spese non preventivate (40%) e per il mantenimento del proprio stile di vita (33%).

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Il terzo fattore a guidare le scelte di portafoglio sono le aspettative di rendimento. Nonostante la volatilità dello scorso anno, gli investitori italiani interpellati si aspettano rendimenti annuali che superino l’inflazione del 10,5%, quando invece gli investitori professionali puntano a un più realistico 4,5%.

Anche le ipotesi riguardo ai rischi dei fondi passivi hanno bisogno di confrontarsi con la realtà. Molti investitori italiani sono confusi circa le differenze fondamentali che esistono tra investimento attivo e passivo. Anche se il 73,8% riconosce giustamente che la mission dei fondi indice sia quella di consegnare ritorni in linea con il mercato e il 55,3% è consapevole dei bassi costi legati agli investimenti passivi, il 69,8% crede che i fondi passivi possa aiutarli a minimizzare le perdite, mentre il 61,5% è convinto che questi strumenti possano aiutarli a cogliere le migliori opportunità di mercato, quando invece questi due elementi rappresentano una prerogativa principale dei fondi attivi.

La volatilità e le perdite registrate nel quarto trimestre del 2018 hanno spinto gli investitori a guardare in modo critico la loro diversificazione, riaccendendo un interesse per asset class diverse da quelle tradizionali (azioni e obbligazioni). In Italia più del 47% degli interpellati ha confermato di avere già in portafoglio investimenti alternativi e investimenti che seguono i criteri ESG, anche se il peso di questi ultimi è ancora limitato a un 13,8%.

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Alla luce di tali evidenze, educazione e consulenza finanziaria sono due elementi essenziali per guidare le scelte degli investitori che devono capire come questi cinque fattori possano incidere sui loro portafogli e che cosa si possano realisticamente aspettare in termini di rendimento.


Antonio Bottillo – Country Head per l’Italia – Natixis Investment Managers

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