Supertuesday: chi vince?

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Mancano poche ore al voto per le primarie democratiche in 14 stati (Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia) più le Samoa americane (isole del sud Pacifico), nel quale si assegneranno all’incirca 1300 delegati.  Questo Super Tuesday è ben piu’ importante rispetto a quello del 2016 (34% sul totale dei delegati nel 2020, 22% dei delegati nel 2016). La sfida sarà soprattutto negli Stati della California e del Texas che con un totale di 643 delegati rappresentano quasi il 50% dell’ammontare dei delegati del supermartedì.

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Tom Steyer e Pete Buttigieg lasciano la corsa

Nonostante gli investimenti effettuati in pubblicità e volantini, il ricco imprenditore Tom Steyer ha deciso di lasciare la corsa alla nomination democratica dopo lo scarso risultato ottenuto in South Carolina. Se l’abbandono di Steyer era abbastanza scontato più a sorpresa è arrivato quello di Pete Buttigieg. Lo staff del sindaco di South Bend ha infatti deciso di lasciare la competizione dopo i pessimi risultati registrati in Nevada e in South Carolina, soprattutto nelle comunità di ispanici e afro-americani. Le rinunce di Steyer e Buttigieg mettono in difficoltà Bernie Sanders e riducono le probabilità che un singolo candidato possa avere la maggioranza assoluta prima della Convention democratica di luglio a Milwaukee nel Wisconsin.

I delegati sono distribuiti con un sistema proporzionale, una parte a livello statale e un’altra a livello distrettuale, con una soglia di sbarramento del 15%. Per tale ragione le rinunce di Steyer e Buttigieg aumentano le probabilità che i restanti candidati possano superare la soglia di sbarramento. Rielaborando i dati di scenario basati su una media di sondaggi effettuata dal blog FiveThirthyEight e riassegnando i delegati di Pete Buttigieg otteniamo che la corsa alla nomination democratica dovrebbe diventare una corsa a due tra Bernie Sanders e Joe Biden. E’ molto probabile che dopo il Super Tuesday Amy Klobuchar possa essere il terzo candidato a lasciare la corsa. Se i risultati del nostro scenario dovessero essere confermati anche Elizabeth Warren e Michael Bloomberg sarebbero spinti a rinunciare.

Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

Bernie Sanders

Sanità, educazione e abitazioni: sono questi i caposaldi del programma elettorale di Sanders, oltre all’impegno nel rendere gli Stati Uniti sempre più ecosostenibili grazie al Green New Deal. Il programma “Medicare for all” è al primo posto della lista: un piano di assistenza sanitaria pubblica per ogni cittadino, gratuita. Si tratta di un’idea che ha del visionario negli Stati Uniti e che, infatti, ha già scatenato pesanti critiche. Quanto all’istruzione, il programma di Sanders punta ai debiti universitari: cancellare quelli tuttora in capo a 45 milioni di americani e porre un tetto sugli interessi, oltre ad investimenti per tutelare e rafforzare istituti no-profit per la comunità nera e le minoranze.

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Joe Biden

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Lavoro, educazione e sanità sono in cima al programma politico di Joe Biden, che propone l’aumento del salario minimo a 15 dollari all’ora e una rimodulazione della classificazione delle mansioni; ma, soprattutto, il programma di Biden prevede un ritorno alle organizzazioni sindacali, così da garantire i diritti dei lavoratori.Quanto all’educazione, il programma di Biden inizia dagli insegnanti: il supporto passa dal garantir loro “la paga e la dignità che meritano” all’investire nelle scuole per fare in modo che siano funzionali a un insegnamento adeguato

Conclusioni

Crediamo che il Super-Tuesday possa confermare che la corsa per la nomination democratica sia una a due tra Bernie Sanders e Joe Biden. Uno scontro generazionale tra un movimento democratico giovane che sostiene le idee socialiste del senatore del Vermont e un establishment democratico più a favore del moderato Joe Biden, già vice- presidente durante l’amministrazione Obama. Riteniamo che, in un eventuale scontro con Trump, Joe Biden abbia più possibilità di vittoria rispetto a quelle di Bernie Sanders. Nonostante Biden sia meno carismatico di Sanders potrà contare sul voto dei moderati, oppositori del populismo di Donald Trump ma non volenterosi a passare alle idee radicali socialiste del senatore del Vermont. Chi vincerà la nomination avrà un’ulteriore argomentazione da sfruttare contro l’attuale presidente ovvero la superficialità che l’amministrazione Trump ha adottato per la gestione della diffusione del coronavirus.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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