La riapertura USA? Sarà un gioco di incastri

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Prima o poi, speriamo in un futuro non troppo lontano, l’economia statunitense riaprirà i battenti, non appena la minaccia rappresentata dal coronavirus si sarà attenuata, ma questo processo presenterà comunque delle criticità.

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Innanzitutto alcune o forse molte imprese non sopravviveranno al periodo di lockdown, qualunque esso sia, o potrebbero ripartire in ritardo. Un certo numero di lavoratori, quindi, non avrà più un impiego a cui tornare.

Alcuni lavoratori potrebbero poi decidere di restare a casa finché continueranno a percepire le indennità, relativamente generose, di disoccupazione. Di conseguenza, alcune società si troverebbero a dover reclutare nuovo personale, potenzialmente inesperto (e che avrebbe dunque un livello di produttività inferiore). Inoltre, se falliscono le imprese che producono beni intermedi, le società che su quei beni fanno affidamento per le proprie attività produttive saranno lasciate scoperte (e per questo forse periranno) o dovranno trovare nuovi fornitori (un processo potenzialmente lungo e costoso).Il processo di riapertura sarà dunque un complicato gioco di incastri, in cui rendere possibile l’incontro fra capitale e dipendenti da un lato e lavoro dall’altro (senza dimenticare le fonti di finanziamento) all’interno del complesso quadro delle catene produttive globali, il tutto in uno scenario con una visibilità molto bassa.

Di fatto, non sappiamo quanto sarà vigoroso il rimbalzo della domanda finale né quanto sia probabile una seconda ondata di contagi, quando potremo avere a disposizione cure specifiche o vaccini, quali mercati di importazione ed esportazione riapriranno a breve e così via.

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In un contesto del genere, qual è il modo migliore di rapportarsi alle valutazioni degli attivi rischiosi nel prossimo futuro, mentre cerchiamo di dare una nuova forma all’assetto economico che è andato in pezzi?

A nostro parere, le valutazioni azionarie dipendono da tre fattori: profitti, aspettative di crescita e rischi a cui è soggetta l’impresa. Oggi le società stanno dando priorità alla liquidità e alla sopravvivenza rispetto a due dei tre pilastri che determinano le valutazioni, ossia crescita e profitti. Nel prossimo futuro, i rendimenti saranno probabilmente più bassi, la crescita più lenta e i rischi maggiori, in uno scenario che sarà dunque arduo per gli asset rischiosi.

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