Il Rinascimento delle commodity

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Il nostro outlook sulle commodity per il prossimo anno dipenderà principalmente da tre fattori:

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  1. Un contesto inflazionistico più elevato rispetto agli ultimi decenni.
  2. Un aumento strutturale della domanda di materie prime, trainato da un boom delle infrastrutture.
  3. Una rinnovata attenzione all’ambiente che farà salire la domanda per determinate materie prime e, allo stesso tempo, presenterà delle sfide in termini di crescita dell’offerta.

Reflazione

Sebbene già da tempo si parli di aumento dell’inflazione, il mercato sembra essere stato colto di sorpresa. A nostro avviso, il mantra che le banche centrali recitano da tempo circa la transitorietà del quadro inflazionistico elevato risulta sempre meno credibile. Tuttavia, allo stesso tempo, pensiamo che la maggior parte delle banche centrali non sarà in grado di affrontare le cause profonde dell’inflazione attraverso la sola politica monetaria. Gli shock sul lato dell’offerta sono responsabili di gran parte delle pressioni inflazionistiche odierne e l’irrigidimento della politica monetaria, che potrebbe sia ridimensionare i programmi di acquisto di bond che rialzare i tassi d’interesse, farà ben poco per affrontare i colli di bottiglia dell’offerta che stanno facendo salire i prezzi. Gli investitori che intendono proteggersi dall’inflazione elevata, in particolare da quella inattesa, dovrebbero considerare le commodity. Che si tratti dell’interruzione nell’operatività dei gasdotti con conseguente aumento del prezzo della benzina oppure di fenomeni di siccità con conseguente aumento del prezzo dei prodotti alimentari, sono molte le materie prime i cui prezzi reagiranno, offrendo una copertura naturale alle crescenti pressioni avvertite nel paniere dei consumi.

Boom delle infrastrutture

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A seguito della pandemia di Covid-19, si è rafforzata la volontà politica di sostenere progetti infrastrutturali. In Europa, è stato dedicato un budget per la ripresa vicino ai 2,018 trilioni di euro a prezzi correnti. Oltre il 50% del budget servirà a sostenere la modernizzazione attraverso la ricerca e l’innovazione, clima e transizioni digitali eque, nonché lo sviluppo per prepararsi a eventuali emergenze sanitarie future. Tutte queste iniziative richiederanno una qualche forma di miglioramento delle infrastrutture. Negli Stati Uniti, il Senato ha appena approvato un disegno di legge per le infrastrutture del valore di 1 trilione di dollari. Sebbene in forma annacquata rispetto al progetto originale da 2 trilioni di dollari della Casa Bianca, l’approvazione ha trovato insolitamente un consenso bipartisan. In Cina, sebbene il governo federale stia cercando di rallentare lo stimolo e frenare proattivamente i prezzi delle materie prime, i governi locali hanno raccolto oltre 4,5 trilioni di RMB di debito nel 2020, principalmente in obbligazioni SPB (Special Purpose Bond). Storicamente, oltre l’80% dei finanziamenti SPB è allocato su progetti infrastrutturali. I progetti infrastrutturali sono ad alta intensità di commodity e, solitamente, durano a lungo. Pertanto, l’impatto sui mercati delle materie prime può protrarsi oltre un tipico ciclo economico.

Focus sull’ambiente e transizione energetica

La maggior parte dei Paesi del mondo ha firmato l’Accordo di Parigi per limitare l’aumento della temperatura a soli 2°C rispetto ai livelli preindustriali. Nei prossimi decenni, pensiamo che i governi daranno più aggressivamente seguito alle parole con i fatti. Dopotutto, hanno firmato un trattato internazionale legalmente vincolante e i progressi finora osservati dalla firma dell’accordo nel 2015 sembrano insufficienti per raggiungere l’obiettivo. Riteniamo che avverrà una transizione energetica, in cui i consumi si sposteranno rapidamente dagli idrocarburi, che producono molte emissioni di gas serra, alle fonti di energia rinnovabile. Tutti i materiali che supportano l’energia rinnovabile e le tecnologie che ne consentono l’uso pratico, come ad esempio le batterie, saranno maggiormente richiesti. L’elettrificazione del trasporto su strada rafforzerà questo trend. Nei mercati delle commodity tale sviluppo sarà decisamente favorevole ai metalli di base, tra cui il rame, il nichel, l’alluminio e lo stagno. È probabile che anche l’elettrificazione dei nostri sistemi energetici sia di supporto all’argento, dato l’impiego di questo metallo nei pannelli solari, e al platino, dato il suo ruolo nell’economia dell’idrogeno.

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La sfida dell’offerta

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

È piuttosto chiaro che alcune materie prime saranno indispensabili per garantire il progresso della transizione energetica; che la loro produzione sia sufficiente è invece un aspetto meno chiaro. Negli ultimi anni, gli investimenti in conto capitale nel settore minerario sono stati lenti. Tenendo presente le lunghe tempistiche tra l’inizio degli investimenti e l’aumento della produzione in una miniera, sul fronte dell’offerta potrebbero esserci degli ostacoli nel medio termine. Inoltre, una rinnovata attenzione alle ripercussioni sull’ambiente spingerà le aziende del settore minerario ad adottare pratiche maggiormente eco-friendly. Tutti questi sviluppi positivi renderanno l’industria più sostenibile. Tuttavia, potremmo scoprire che, mentre il settore opera questa correzione, l’attività subisce un rallentamento.

Conclusioni

Le materie prime sono entrate in un ciclo rialzista nel 2020, quando il mercato ha avviato la ripresa dopo il forte calo all’inizio della pandemia. Tuttavia, i persistenti effetti del Covid-19 stanno ancora ostacolando le catene dell’offerta e aumentando l’inflazione, sommandosi ai tradizionali fattori d’inflazione dovuti all’eccesso di domanda. Le commodity rappresentano una copertura contro l’inflazione e generalmente sono destinate a prosperare, soprattutto sulla scia delle generose disponibilità monetarie già presenti nel sistema. Anche se il catalizzatore d’inflazione svanisce con il passaggio al ciclo economico successivo, il boom nel settore delle infrastrutture e la transizione energetica probabilmente spingeranno al rialzo molte materie prime negli anni a venire.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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