Mercati obbligazionari all’inizio di un nuovo ciclo. La stagflazione resta rischio per i prossimi due mesi

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Ogni settimana passiamo dai timori di una recessione incombente alla paura per l’inflazione. Passando da un estremo all’altro la volatilità dei titoli del Tesoro è aumentata. Gli asset di rischio (e si potrebbero quasi includere i Bund e i Treasury in questa categoria) mostrano un andamento confuso. Una crescita più bassa è positiva perché significa minore inflazione e aumenti ridotti dei tassi d’interesse, oppure è negativa a causa del conseguente calo delle stime sul credito? Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che un’inflazione elevata e sostenuta e/o una recessione dura sono i due risultati che non vogliamo.

I Treasury continuano a mostrare forte volatilità. Al meeting di questo mese del FOMC è assolutamente possibile un rialzo di 75 pb, con 50 pb a settembre – ancora una volta dipenderà dai dati, ed è troppo presto per fare previsioni azzardate data la potenziale volatilità estiva.

Ci aspettiamo comunque un calo dell’inflazione verso la fine dell’anno e una recessione lieve (quest’anno o all’inizio del prossimo). Per contestualizzare il tutto, a nostro avviso una recessione lieve è più o meno come un rallentamento. Con un’occupazione solida e consumi che resistono, è difficile parlare di un hard/soft landing, a parte l’aspetto tecnico di due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL.

Ritengo che siamo all’inizio di un nuovo ciclo dell’obbligazionario ed è proprio in questi momenti di estrema negatività che si presentano le opportunità. Detto questo, abbiamo alcuni venti contrari a breve termine. Siamo in estate e la liquidità è scarsa. I dati economici del secondo trimestre potrebbero deludere e questo potrebbe far riemergere timori di recessione. Affinché il mercato si riprenda, è necessario che gli investitori tornino a investire nell’asset class, e questo dipenderà da una maggiore chiarezza sulla direzione dei mercati. Ci vorranno alcuni mesi per capirla.

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Siamo quindi cauti nel breve termine e adottiamo una copertura sia per i rischi di duration sia per i rischi di credito. È un po’ contro intuitivo, ma ritengo che la stagflazione sia un rischio a breve termine per i prossimi due mesi. I tassi negli Stati Uniti continueranno a salire e anche il credito sarà probabilmente sotto pressione.

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